Ecco le tre condizioni imposte da Zaia a Conte

Il governatore del Veneto mette all’angolo il premier: “Se confermerà il divieto di vacanze sulla neve, dovrà farlo rispettando questi patti”

Il governo sta pensando di tenere chiusi gli impianti da sci durante il periodo di Natale, rischiando così di mettere in crisi un intero sistema. Nelle scorse ore, in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome, sono state approvate le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali. Non sono mancati momenti di forte tensione tra l’esecutivo giallorosso e i governatori, che chiedono a gran voce di rivedere l’orientamento che potrebbe penalizzare le località invernali. Tra questi c’è anche Luca Zaia, che spera in un confronto “serrato, di merito, e non pregiudiziale“.

Il presidente del Veneto ritiene che prendere una decisione oggi “sia prematuro“, soprattutto alla luce del documento contenente una serie di prescrizioni che – se adottata in maniera attenta e scrupolosa – consentirebbe il regolare avvio della stagione sciistica. Ora le linee guida verranno sottoposte alla valutazione del Comitato tecnico-scientifico, considerando che i numeri degli ultimi giorni fanno filtrare qualche spiraglio di positività. “Stiamo assistendo a un rallentamento della curva dei contagi ed è una buona cosa. Ma bisogna valutare la situazione giorno per giorno“, ha dichiarato il governatore leghista.

Le condizioni di Zaia

Zaia ha comunque sottolineato che verrà rispettata ogni norma introdotta dal governo, ma al premier Giuseppe Conte ha posto delle condizioni ben precise che si muovono su tre piani: la comunicazione, il coordinamento con l’Europa e i ristori. Innanzitutto è necessario evitare di lanciare messaggi sbagliati e deleteri, promuovendo un approccio chiaro e non catastrofista: “Bloccare lo sci non significa chiudere tutto. Non poter sciare a Cortina, per esempio, non vuol dire non poter visitare Venezia“. Il governo vuole un’iniziativa europea per fermare la corsa alle località di montagna e su questo punto ha trovato il parere positivo del presidente della Regione Veneto: “Non si può vietare lo sci in Alto Adige e consentirlo in Carinzia. Sarebbe una presa in giro inaccettabile“. Il nodo più rilevante è quello dei ristori, attualmente previsti solo per chi opera nelle zone “rosse”: “Il provvedimento sulle stazioni sciistiche verrebbe adottato anche per le zone gialle (come il Veneto) dove non sono contemplati i ristori. Oltre al danno, la beffa“.

Il confronto con il governo

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Zaia ha parlato pure del rapporto con il governo. Il suo auspicio è che presto si possa dare vita a un dialogo “più costante e costruttivo“. Le Regioni nei giorni scorsi hanno chiesto di ridurre i parametri dell’algoritmo che stabiliscono l’appartenenza di un territorio a una fascia di pericolo, ma non è ancora arrivata una risposta definitiva in merito. Da mesi il premier parla di leale collaborazione e ora potrà dimostrare di essere veramente il fautore della sinergia tra istituzioni: “Non vedo perché non si debba prevedere le restituzioni a chi, evitando con propri provvedimenti di cadere nella zona rossa, ha risparmiato al Paese altri sacrifici“. Infine il governatore del Veneto ha lamentato la totale assenza della cultura della prevenzione: “È un messaggio sbagliato che fa venir meno anche il senso di responsabilità delle istituzioni e dei cittadini“.

Speciale: 


Fonte originale: Leggi ora la fonte