Fase 2, bar e ristoranti di Milano protestano in piazza: “Vogliamo regole chiare altrimenti non riapriamo”. Multati per assembramento

Ristoratori e gestori di bar sono tornati a protestare contro il governo a Milano, per la crisi economica che li ha colpiti con l’emergenza sanitaria e per chiedere regole chiare sulla riapertura. Circa una cinquantina di commercianti, in rappresentanza di 2000 attività, hanno protestato all’Arco della Pace con decine di sedie vuote sull’asfalto, a simboleggiare i loro locali che ancora non possono accogliere persone. Ma la loro protesta non è finita bene: la polizia li ha multati perché non hanno rispettato il divieto di assembramento imposto per contenere il contagio del Covid. Una multa da 400 euro a testa che infiamma la polemica politica. Perché Matteo Salvini e la Lega vanno all’attacco (seguiti da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia): “Non è gente che chiede di andare ad un concerto o alla partita è gente che mette una seggiolino in piazza chiedendo, rispettando l’onere di sicurezza, di tornare a lavorare e la risposta del Comune e dello Stato è una multa”. Replica immediata del sindaco di Milano Beppe Sala: “Matteo Salvini, campione delle fake news in campagna elettorale permanente, accusa il Comune di Milano di aver multato i ristoratori che stavano protestando in piazza. Salvini mente sapendo di mentire.Il Comune e la Polizia Locale non c’entrano nulla.Al netto di questi strumentalizzazioni, che danno la misura di come la Lega intenda la politica, io sono ben conscio del problema di questi commercianti e senza slogan o proclami ho chiamato il Prefetto e chiesto di ricevere il prima possibile una loro delegazione”.

“Abbiamo incassi ridotti del 70% e rischiamo di non riaprire più – ha detto il ristoratore Alfredo Zini che fa da portavoce alla protesta – Non basta dire che alla riapertura dovremo usare il plexiglas per dividere i tavoli, vogliamo regole chiare perché viviamo di convivialità”. Molti bar e ristoranti a Milano sono ripartiti con il delivery o l’asporto “ma sono soprattutto imprese familiari che non hanno dipendenti da pagare – ha aggiunto – Con quei ricavi un’azienda non può fare stare in piedi un’azienda e con un cliente alla volta. Così possiamo pagare qualche utenza mensile o qualcuno paga la cassa integrazione ai dipendenti, visto che ancora non è arrivata”.

I commercianti, ristoratori e gestori di bar, avevano portato per protesta decine e decine di sedie vuote nella piazza dell’Arco della Pace. Visto che erano “oltre una cinquantina” come ha spiegato uno dei promotori della protesta, il ristoratore Alfredo Zini, la Polizia li ha multati per aver violato le prescrizioni per il contenimento del Covid “costituendo assieme ad altre persone un assembramento”. La sanzione è di 400 euro.

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