Federazione, Salvini insiste. Ma il dialogo resta aperto

Nuova telefonata con Berlusconi e in settimana il vertice tra i leader. Lavoro comune in Parlamento

Tra scontri, riconciliazioni, divergenze di vedute e aggiustamenti di tiro, il vertice tra i leader di centrodestra resta confermato per questa settimana, con Silvio Berlusconi in video collegamento. Si era parlato anche di ieri come di una data possibile per l’incontro (sulle amministrative), ma a rendere l’agenda meno agibile, oltre al resto, è stata anche l’attività da europarlamentare del presidente di Forza Italia, impegnato a votare a Bruxelles sulle misure finanziarie per favorire la ripresa dopo la pandemia dovuta al Covid 19.

In ogni caso Berlusconi e il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo la telefonata di sabato scorso, si sono nuovamente sentiti per telefono lunedì sera, nel giorno del sondaggio politico settimanale Swg per La7 che portava buone notizie a entrambi, alla Lega che ha ripreso leggermente quota rispetto a Fratelli d’Italia, invertendo per la prima volta una tendenza che durava da mesi, e a Forza Italia che è pure lei in lieve crescita.

Salvini comunque è rimasto fermo sulla propria posizione di una federazione, con un tweet corredato dalla bandiera italiana, nello stile rubato alla «patriota» Giorgia Meloni, come ama definirsi lei, riottosa come gli azzurri a sottomettersi alla richiesta del segretario della Lega di un’alleanza parlamentare vincolante e che di fatto lo consacrerebbe leader dell’opposizione. «Avanti verso una grande federazione del centrodestra, uniti si vince e si aiuta l’Italia» scrive Salvini. E aggiunge: «Superiamo distanze e mettiamo insieme idee e valori, per fare tutti insieme il bene del Paese». Sintetizza poi durante una lunga diretta Instagram: «Il riassunto del concetto è l’unione fa la forza. Uniamoci, mettiamo in comune i progetti comuni, insieme abbiamo più possibilità di far ragionare il governo, con emendamenti, voti e leggi comuni».

Lo scontro tra Berlusconi e Salvini è stato duro, alimentato dai sospetti del segretario della Lega e dal timore di rimanere all’angolo nel dialogo aperto tra Berlusconi e il governo per trovare soluzioni all’emergenza economica post Covid. Giorgia Meloni, anche lei allergica alla federazione, come ha ribadito nei giorni scorsi, è convinta che la sinistra ci abbia messo del proprio ad alimentare le incomprensioni: «Il gioco è chiaro: usare ogni pretesto per dividerci. Fino ad ora però non ci sono state divisioni, ma sfumature diverse e viva Dio, perché la diversità fa bene».

In effetti le attività parlamentari insistono su un percorso verso direzioni convergenti, anche se i lavori per arrivare a proposte comuni, soprattutto sullo scostamento di bilancio, sono ancora in corso. «Sullo scostamento Fratelli d’Italia si astiene nelle commissioni riservandosi di fare ogni tentativo per arrivare a un indirizzo comune per l’intero centrodestra» spiega il capogruppo di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida. Unitaria la battaglia in commissione Antimafia per le dimissioni del capogruppo Nicola Morra. Segno che al di là delle battaglie identitarie, l’unità sostanziale del centrodestra almeno al momento non sembra compromessa.

Berlusconi ha già ripetuto più volte di non essere entusiasta di federazioni simili a fusioni e di essere convinto che Forza Italia debba mantenere un’identità propria. Insomma, la cosiddetta «federazione» dovrebbe rimanere blanda, come ribadisce Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo azzurro al Senato e staff comunicazione del Cavaliere: «Credo che la federazione possa essere una buona idea per dare più forza a proposte comuni da fare anche in Parlamento. Ciò posto, non c’è una fusione dei gruppi parlamentari perché significherebbe essere un partito unico». Proprio ciò che Berlusconi vuole evitare.


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