Ferrari, si pensa al post Vettel: Sainz sembra il profilo ideale

ROMA – Che la Ferrari avesse puntato sul futuro, su Charles Leclerc, talento allevato in casa, era indubbio. Giovane (22 anni), straordinariamente efficace (4° nel Mondiale 2019, davanti a Sebastian Vettel, alla sua prima stagione in rosso e alla seconda in F1), il piccolo principe di Montecarlo ha stretto un legame con la Scuderia fino al 2024 (a circa 9 milioni di euro a stagione) portandosi al vertice delle priorità della squadra. Un perno attorno al quale anche Sebastian Vettel avrebbe dovuto ruotare: è proprio questo ruolo “gregario” che il 4 volte campione del mondo non si è sentito di accettare, più che il drastico taglio allo stipendio (stimato adesso intorno ai 40 milioni di euro a stagione) che pure ha contato e la proposta di un rinnovo soltanto per un anno. Per questo, “consensualmente”, le strade del tedesco e del Cavallino si separeranno alla fine di questa stagione (che se parte, lo farà il 5 luglio in Austria) dopo 6 anni, 101 gare, 14 successi ma nessun titolo, nonostante fino a poche settimane fa la prosecuzione del rapporto sembrava solo una formalità.  

Chi affiancherà adesso Leclerc, l’indiscusso primo pilota della Scuderia? Circolano vari nomi, il più accreditato è diventato nelle ultime ore quello di Carlos Sainz. Lo spagnolo, 25 anni, figlio d’arte (di Carlos Sainz senior, asso del rally), è in F1 da 5 anni ed è passato alla guida di Toro Rosso, Renault e McLaren, con la quale lo scorso anno ha conquistato il suo primo podio in carriera (3° in Brasile) concludendo il campionato a 96 punti, 47 in più del giovane compagno di squadra, il 20enne debuttante Lando Norris, e sesto nella classifica generale. Un risultato che lo ha incoronato il primo tra gli umani, anche se distanziato ma sempre alle spalle dello stesso Vettel (5° con 240 punti).

Sainz ha caratteristiche che ben si adattano sia a Leclerc che a Maranello: giovane, veloce, parla un ottimo italiano, ha un suo pubblico importante (e uno spagnolo in rosso, dopo Fernando Alonso, avrebbe anche una non marginale funzione di immagine) e costa poco (circa 3,6 milioni di euro),  niente rispetto a Seb e di certo meno della metà di quanto costerebbe un altro candidato, l’australiano Daniel Ricciardo, 30 anni, quotato intorno ai 18 milioni, che è passato lo scorso anno dalla Red Bull alla Renault ma è molto voglioso di lasciarla.

Tra le ipotesi circolate, anche quella del ritorno di un italiano in casa rossa, dunque Antonio Giovinazzi, che guida in Alfa Romeo. Ma per il pugliese di Martina Franca, 25 anni, la strada sembra ancora in salita e questo campionato non ancora partito, che gli avrebbe dovuto dare la possibilità di meritarsi il rosso magari battendo il compagno di squadra in Alfa, l’ex ferrarista Kimi Raikkonen, non lo ha certo aiutato. L’anno scorso ha chiuso 17°, il finlandese 12°. Mentre del tutto interrotta, a meno di clamorose smentite, quella di Lewis Hamilton verso Maranello. Soltanto pochi mesi fa, a chiusura di Mondiale ad Abu Dhabi, alcune voci davano l’inglese sei volte campione del mondo in direzione Italia. Ma poi tutto, ammesso che ci fosse un fondamento , è cambiato e Lewis, 35 anni, sembra vicino a rinnovare con la Mercedes che anche di recente ha definito “il posto giusto per me” e con la quale conta di vincere anche il settimo titolo, come Michael Schumacher.

Il futuro di Seb. Affascina l’ipotesi Mercedes accanto ad Hamilton

E Vettel, che ha 32 anni, cosa farà? Sembrerebbe remota l’ipotesi che torni in Red Bull dove ha vinto i suoi 4 titoli e tutti di fila (dal 2010 al 2013) su una macchina che era un’astronave, disegnata dall’ingegnere britannico Adrian Newey. Il volante sul toro con le bollicine è saldissimo nelle mani di Max Verstappen, 22 anni, cui fa buona compagnia il 24enne Alexander Albon. Per Seb, McLaren e Renault sarebbero forse una insopportabile diminuzione da ogni punto di vista. E Mercedes, accanto ad Hamilton e al posto di Valtteri Bottas? Sembrerebbe peregrina la coppia e la scelta, ma alla fine neanche così tanto. Darebbe al tedesco la possibilità di dimostrare che su una macchina competitiva è il campione che è, e alle Frecce di permetterglielo con gusto. Di certo questo 2020, da separato in casa rossa, non sarà facile per nessuno. Vettel certo vorrà togliersi soddisfazioni, altro che fare il gregario. Dopo di che, magari Seb potrebbe dire addio alla F1. Uno scenario per niente remoto, anche a giudicare dalle sue parole nel comunicato ufficiale di separazione dalla Scuderia: oltre a sottolineare il venire meno della sintonia col team (“In questo sport per riuscire ad ottenere il massimo bisogna essere in perfetta sintonia ed io e la squadra abbiamo realizzato che non esiste più una volontà comune di proseguire insieme oltre la fine di questo campionato”), Vettel sente che molto è cambiato in se stesso in questi mesi di lockdown causa Coronavirus: “Quello che è accaduto in questi ultimi mesi ha portato tanti di noi a fare delle riflessioni su quelle che sono davvero le priorità della vita: c’è bisogno di immaginazione e di avere un nuovo approccio a una situazione che è mutata. Io stesso mi prenderò il tempo necessario per riflettere su cosa sia realmente essenziale per il mio futuro”. Magari fermarsi, dopo una vita di corsa.
 

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