Formigli, torno per far sentire il peso delle parole

“Il pubblico non ci sarà per ragioni di sicurezza, ma comunque avevamo già deciso di rinunciarvi. Il lockdown ci ha insegnato a sentire di più il peso delle parole ed è per questo che non voglio il pubblico. Voglio che le stupidaggini echeggino dentro il vuoto dello studio. In passato i boati del pubblico ringalluzzivano chi aveva detto una stupidaggine, invece ora si sente il rumore delle parole e il gelo conseguente. Dobbiamo tutti essere più attenti alle parole che usiamo”. Corrado Formigli torna da domani su La7 con l’undicesima stagione di Piazzapulita, con l’obiettivo di puntare all’essenziale, lasciando da parte i fronzoli della politica.

“Lo sforzo sarà di autonomizzarsi dalla politica – dice in un’intervista all’ANSA -. Se i leader politici vorranno venire dovranno accettare il confronto sulle inchieste che faremo, con un’attenzione molto forte alla cronaca. Mentre si parla di referendum, tra le persone comuni cresce l’angoscia per lo scenario economico, crescono le preoccupazioni su università e scuola, sulla sanità. Di fronte a questi grandi temi, il dibattito politico è surreale. Si discute di quanto durerà il premier Conte o di quanti parlamentari ci saranno. Il tema è un altro, è come li scegliamo i parlamentari, come creiamo una classe dirigente migliore”.

Reportage e inchieste al centro delle 35 puntate, prodotte da Banijay Italia. “Vogliamo valorizzare la nostra squadra di inviati, per questo faremo una trasmissione più compatta e ordinata, che girerà sempre intorno alle inchieste filmate”, aggiunge il conduttore. Si parte dalla ripresa della scuola, “una situazione grave”, e da un approfondimento sui negazionisti del covid. “Come è possibile che in un paese che ha subito 35 mila morti, si sia dimenticato tutto così in fretta? Cercheremo di capire cosa c’è dietro questo oblio”. “I volti della trasmissione saranno Antonio Padellaro, Selvaggia Lucarelli, Tito Boeri e Alessandro De Angelis e sono contento di annunciare l’arrivo di Mario Calabresi”, fa sapere Formigli, che potrà contare come sempre sui racconti di Stefano Massini. “Ha iniziato a girare l’Italia ora che i teatri sono chiusi – sottolinea – e racconterà a modo suo quello che ha visto”.

Tra gli ospiti della prima puntata il professore di Microbiologia Andrea Crisanti, l’immunologo Alberto Mantovani, il professore del San Raffaele Alberto Zangrillo e lo scrittore Sandro Veronesi. “Mi propongo di fare interviste con un taglio più culturale, a personaggi che ci raccontino come sarà l’Italia dopo il Covid, con più attenzione ai grandi scenari che alla strettissima cronaca – spiega Formigli -. Nella prima puntata ci sarà ad esempio lo psicanalista Massimo Ammaniti che spiegherà cosa succede nella testa di un bambino privato della scuola”. In una delle prime puntate ospite anche Salvatore Buzzi per ragionare sulla questione morale nella Capitale. “In questa stagione, dopo esserci stretti intorno al governo per cercare di fermare il virus, incalzeremo tutti affinché facciano la loro parte – prosegue -. Le scelte che faremo nei prossimi mesi saranno decisive per il futuro del Paese. Dovremo essere bravi ad utilizzare al meglio la montagna di soldi che l’Ue ha messo a disposizione”. Sul tema informazione, Formigli è convinto che la pandemia possa indebolire ulteriormente il settore. “I budget a disposizione diminuiscono e un’informazione più povera fa più fatica. Gli editori devono fare il possibile per far sì che l’informazione venga tutelata come un bene primario”. Anche lo smart working nasconde molti rischi, secondo il conduttore. “Le aziende lo privilegiano per evitare complicazioni – afferma -, ma i giornalisti devono rivendicare la loro centralità per fare in modo che un eccesso di regole non influenzi negativamente il loro lavoro”.


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