Francia, ripartenza al via con polemiche: dopo 55 giorni di lockdown inizia la Fase 2

PARIGI – Primo giorno di ripartenza con polemiche. La Francia entra nella Fase 2 tra immagini di metrò troppo affollate e un pasticcio sul decreto che stabilisce lo stato di emergenza sanitaria. Dopo cinquantacinque giorni di lockdown, da oggi non c’è più bisogno dell’autocertificazione per spostarsi in un raggio di cento chilometri dal proprio domicilio. Anche se proprio questa limitazione non è formalmente entrata in vigore perché, si è scoperto stamattina, l’iter di approvazione della legge ha tardato. E così anche l’attestato che sarebbe stato necessario per viaggiare da oggi sui mezzi pubblici nelle ore di punta non è valido. Una brutta figura per il governo che ora spera che la Consulta dia presto il via libera. 

Che cosa si può fare

Nel pacchetto di misure è previsto che i viaggi oltre i cento chilometri siano possibili solo per lavoro o con ”validi motivi familiari”. Le frontiere della Francia restano chiuse, almeno fino al 15 giugno, per i cittadini non appartenenti all’Unione europea. Tutti i viaggiatori che entrano in Francia dall’esterno dell’area Schengen, siano essi francesi o stranieri, dovranno affrontare una quarantena obbligatoria di due settimane. Chi entrerà dai paesi dell’Ue o dal Regno Unito sarà esonerato, anche se il ministro della Sanità Olivier Veran ha detto che la Francia si riserva il diritto di imporre restrizioni specifiche “se la situazione epidemica dovesse sfuggire al controllo in uno dei paesi Schengen”.

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Il ritorno a scuola per materne ed elementari sarà graduale nei prossimi giorni. Il ministero dell’Istruzione prevede di accogliere di nuovo 1,5 milioni di piccoli alunni in gruppi limitati. Qualche problema c’è stato stamattina nella metropolitana della capitale, dove le distanze di sicurezza erano quasi impossibili da mantenere, anche se i viaggiatori hanno quasi tutti rispettato l’uso obbligatorio delle mascherine. La metropolitana di Parigi, le linee di autobus e la ferrovia suburbana propongono da oggi il 75 per cento del servizio regolare, trasportando però solo il 15 per cento dei passeggeri abituali. E per chi preferisce non usare i mezzi pubblici, il comune ha creato cinquanta chilometri di nuove ciclabili, come quelle di rue de Rivoli e boulevard Saint-Michel. In tutto il Paese sono apparsi oltre 1000 chilometri di nuove ciclabili.

Contagi in diminuzione

A livello sanitario, i pazienti in terapia intensiva sono 2.776, con una tendenza in calo che prosegue, e il conto dei nuovi decessi ha toccato ieri il minimo storico: 70 morti, con un totale di 26.380 vittime (di cui 9.438 nelle case di riposo). Il governo ripete di avere tutti gli strumenti per evitare una nuova ondata anche se molti esperti dubitano. Con 1,1 tamponi ogni 100 abitanti, la Francia è sotto alla media europea. L’applicazione per il contact tracing non sarà pronta prima di giugno. E le “brigate anti Covid”, gli investigatori sanitari che devono spezzare le catene di contagi, sono per adesso composte da 6 mila agenti, molti meno di quanti ne aveva chiesti il comitato scientifico.

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Zone verdi e rosse

La Francia resta comunque divisa in due zone, rosse e verdi, in base agli indicatori sanitari, come ha spiegato il primo ministro Edouard Philippe. La più colpita dal coronavirus è infatti il nord-est della Francia, compresa Parigi e la sua periferia, dove alcune restrizioni resteranno in atto e non riapriranno ad esempio parchi e giardini. A inizio giugno nelle zone verdi riapriranno invece anche le scuole superiori, i bar e i ristoranti. Ammesse le riunioni di gruppi fino a 10 persone, mentre le attività all’aperto, compresa la corsa, non saranno più limitate al massimo di un’ora. Con quasi 12 milioni di lavoratori in cassa integrazione, il governo incita la ripresa senza sapere quale potrà essere l’aumento dell’attività nelle prossime settimane: attualmente la seconda potenza economica d’Europa gira solo su un terzo delle sue capacità. E c’è anche chi, come il think tank Institut Montaigne, ha pubblicato un rapporto per invitare a lavorare di più, aumentando l’orario settimanale e abolire i troppi festivi.

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Parigi senza musei, teatri e cinema non è comunque Parigi. La vita culturale è ancora congelata anche se da oggi possono riaprire librerie e piccoli musei. Uno di questi è il Museo Giacometti con una mostra dedica al pittore e scultore svizzero di origine italiana che, dice la direttrice del museo, è un simbolo di resilienza. Una delle sue opere culto nel dopoguerra è “L’uomo che cammina”. E nella capitale è giallo sull puzza di zolfo che molti hanno sentito durante la notte scorsa. In tanti hanno pensato a un incidente in uno stabilimento industriale della regione. Le autorità stanno effettuando controlli. 

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