Gb, il discorso della Regina 75 anni dopo la Vittoria: “Mai arrendersi”

LONDRA – “Mai arrendersi, mai disperarsi. Le nostre strade sembrano vuote, invece sono piene dell’amore e della compassione che ognuno di noi ha per l’altro”. Come quello di un mese fa nell’emergenza coronavirus appena esplosa mentre nelle stesse ore Boris Johnson veniva ricoverato in ospedale, oggi Elisabetta II ha pronunciato un altro straordinario discorso alla nazione, in diretta tv. L’occasione i 75 anni dalla vittoria sul nazismo, alla stessa ora di quando suo padre, il balbuziente Giorgio VI, prese il microfono e si rivolse alla nazione finalmente uscita dall’incubo.

Oggi, invece, l’incubo, quello del coronavirus, è soltanto agli inizi. Per questo Elisabetta stia parlando molto più del solito ai sudditi di questi tempi. A 94 anni appena compiuti, sa che è uno dei momenti più drammatici, non solo del Paese ma del mondo intero del quale lei ha vissuto quasi un secolo. E così, alle 21 in punto dal castello d Windsor, nel vestito celeste e coronata da un’altrettanto impeccabile pettinatura, la Regina ha parlato, ancora una volta.

Il video della sovrana inizia con le immagini della gioia nelle strade di Parliament Street di Londra, nel 1945. Scene oggi ancora più distanti, nell’era dell’autoisolamento e del distanziamento sociale. Poi, nel bianco e nero d’epoca, appare il padre, Giorgio VI, davanti al microfono. Il re con la sua leggendaria insicurezza pronuncia accorto la colonna verbale di un giorno storico. Infine, appare la figlia Elisabetta, con la foto del padre ben in vista sulla scrivania e la vocina straordinariamente rassicurante.

“Parlo a voi alla stessa ora di mio padre, esattamente 75 anni dopo”, esordisce in tv la Regina, “il suo messaggio arrivò dopo una guerra che fu una guerra totale, in cui nessuno era immune”, vocabolo scelto non a caso dalla sovrana. “Uomini e donne andarono al fronte. Le famiglie si separarono. Molti dovettero cambiare mestiere. Tutti dovemmo fare la nostra parte. La fine di tutto questo sembrava lontana. Ma sapevamo che era la cosa giusta. E questo fu determinante”.

Perciò “mai arrendersi, mai disperarsi” è il commovente monito di Elisabetta. “Molti di noi morirono perché combatterono per la pace nel mondo, e tutti noi non dobbiamo mai dimenticarli. Il più grande tributo al loro sacrificio è che le nazioni che allora furono nemiche, oggi sono amiche e lavorano fianco a fianco per la pace e la prosperità di tutti”.

“Oggi ci dispiace molto”, conclude la Regina toccando i cuori di molti, “di non poter celebrare questo anniversario come vorremmo. Siamo costretti a farlo dalle nostre case o sulla soglia della porta. Ma le nostre strade”, ed è questa l’immagine più forte dipinta da Elisabetta II, “non sono vuote. Perché sono piene dell’amore e dell’attenzione che abbiamo per l’altro. Oggi vedo questo, e lo dico con orgoglio: siamo una nazione che quei soldati, marinai e piloti coraggiosi oggi apprezzerebbero e ammirerebbero. Vi saluto con affetto”. Grazie Elisabetta.



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