Generali deterrà il 24,4% di Cattolica

Generali e Cattolica hanno firmato una partnership strategica che prevede l’impegno del Leone di Trieste a sottoscrivere un aumento di capitale senza diritto d’opzione da 300 milioni di euro, subordinatamente all’approvazione da parte della Società veronese della trasformazione in spa e di talune modifiche statutarie. Lo annunciano le due compagnie in una nota congiunta. Generali, che in cambio dell’investimento deterrà il 24,4% di Cattolica, potrà inoltre sottoscrivere pro quota il successivo aumento di capitale in opzione fino a un massimo di 200 milioni.
   

E Cattolica vola in Borsa, dove è entrata agli scambi in leggero ritardo non essendo riuscita a fare subito prezzo dopo l’annuncio dell’ingresso di Generali. Il titolo della compagnia fa un balzo del 43% a 5,1 euro. Generali intanto cede lo 0,9%, mentre Banca Generali lo 0,78%.

L’aumento di capitale da 300 milioni, la cui sottoscrizione è sottoposta al verificarsi di talune condizioni, prevede l’emissione a favore di Generali di 54,054 milioni azioni di Cattolica, ad un prezzo unitario di 5,55 euro, dunque con un significativo premio rispetto ai 3,6 euro a cui quota la compagnia veronese a Piazza Affari. Oltre all’aumento riservato, Cattolica prevede di deliberarne uno fino a 200 milioni a favore di tutti gli azionisti al fine di completare il rafforzamento patrimoniale atteso dall’Ivass, che ha chiesto a Cattolica un aumento da mezzo miliardo entro il 30 settembre 2020 allo scopo di risolvere le debolezze evidenziate dagli indici di solvibilità del gruppo, finiti sotto pressione a causa delle tensioni sui mercati scatenate dalla pandemia di coronavirus.. Gli accordi prevedono che il cda di Cattolica convochi l’assemblea straordinaria, da tenersi entro il 31 luglio, per deliberare la trasformazione in spa e il conseguente cambio di statuto. Entro il 15 luglio, inoltre, il cda approverà l’aumento da 300 milioni riservato a Generali e quello fino a 200 milioni destinato a tutti i soci. L’investimento delle Generali è subordinato alla previa approvazione della trasformazione di Cattolica in spa, con efficacia differita all’1 aprile 2021, all’ottenimento di tutte le autorizzazioni delle autorità coinvolte e all’adozione da parte di Cattolica di alcune modifiche statutarie volte a tutelare i diritti del Leone di Trieste dal momento della sottoscrizione dell’aumento fino alla data di efficacia della trasformazione. Tali modifiche, spiega la nota, includono il diritto di veto di Generali in assemblea e in cda in relazione a determinate materie rilevanti a tutela dei suoi interessi finanziari come investitore e socio di Cattolica, nonché la nomina di 3 membri del cda.


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