Germania, approvata la legge che vieta la “conversione” degli omosessuali

BERLINO – Niente più esorcismi, indottrinamenti o “terapie della luce”. Niente stregonerie, né elettroshock. La Germania ha approvato una legge che vieta ogni forma di conversione di persone lgbtqi, insomma qualsiasi forma di imposizione coatta di un orientamento sessuale. La sanzione per questo tipo di ‘cure’ barbariche, può raggiungere i 30 mila euro e un anno di carcere.
 
Purtroppo, come attesta la Fondazione Magnus Hirschfeld, in Germania si registrano ancora circa 1000-2000 casi di cure ‘anti-omosex’ all’anno, e spesso le vittime ne ricavano danni psicologici e sviluppano tendenze suicide. Peraltro non c’è alcuna evidenza scientifica sull’efficacia delle ‘terapie’ di conversione, al di là di ogni considerazione sulla palese violazione della libertà sessuale sancita dalla Costituzione.

L’impulso a vietare queste pratiche primitive che avvengono per lo più in comunità fortemente religiose è venuto dal ministro della Sanità, Jens Spahn (Cdu), gay dichiarato. “L’omosessualità non è una malattia, e il termine terapia è fuorviante”, ha scandito ieri davanti al Bundestag, durante la discussione sulla legge. Che ha registrato comunque l’astensione dei Verdi, della Linke e della Fdp che avrebbero voluto un testo più coraggioso. La legge limita il divieto di conversione alle persone sotto i 18 anni: secondo i tre partiti si tratta di una soglia troppo bassa.

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