Giacobbo, con Freedom riparto dall’11 settembre

“Debuttando l’11 settembre, non potevamo non ricordare quello che è accaduto al World Trade Center”. Riparte da qui la nuova avventura di Roberto Giacobbo e del suo avatar Robbo, da domani su Italia 1, in prima serata, con Freedom – Oltre il confine. Una nuova edizione da 13 puntate, ancora più dinamica e tecnologica, in onore della rete più “giovane” di Mediaset, che tra action cam, droni, lenti cinematografiche, microcamere per arrivare dove nessuno può, a bordo dell’imponente Freedom-Track e con la regia di Ico Fedeli viaggerà tra scoperte e misteri, Storia e storie, scienza e attualità. “Lo dico sempre: io sono uno spettatore professionista – sorride Giacobbo, raccontando la nuova serie all’ANSA -. Con la mia squadra realizziamo solo cose che vorremmo vedere anche noi. Usiamo l’alta tecnologia, ma con la velocità dei tempi televisivi e la qualità cinematografica. Tenendo sempre presente che è un programma di divulgazione e dobbiamo raccontare a tutti. E ci fa piacere il passaggio a Italia 1, perché siamo molto seguiti dai giovani”.

Nel corso della stagione si volerà così in Egitto, “sacra” passione di Giacobbo, con l’immancabile Zahi Hawass, alla scoperta di uno dei monumenti più enigmatici del Paese: il Serapeo di Saqqara e i suoi 24 misteriosi sarcofagi giganti. Ma anche nella torre più alta del Castello Sforzesco a Milano, dove “non entrava nessuno da 40 anni” o sull’orlo dell’Etna, il vulcano più grande d’Europa, dove, pochi sanno, esistono ben 40 piramidi. E poi ancora l’immenso e segreto bunker voluto da Mussolini nel Soratte, i lavori dell’Agenzia Spaziale Italiana che oggi punta a Marte e, a metà strada tra storia e X-Files, la grotta nel Grand Canyon dove, secondo le cronache di un giornale dell’Arizona, oltre cento anni fa un esploratore trovò tracce di un’antica civiltà perduta. Ad aprire la stagione, domani, sarà però l’omaggio agli eroi che diciannove anni fa, a New York, affrontarono l’attacco al World Trade Center, con due testimonianze esclusive.

“Abbiamo incontrato una ragazza di Roma, oggi donna, che quella mattina si trovava proprio lì, a Manhattan – annuncia il conduttore -. E il capo dei vigili del fuoco di New York, che ereditò la carica dal suo amico fraterno, morto sotto le macerie del crollo. Siamo entranti così in empatia, che ci ha permesso eccezionalmente, unica tv europea, di partecipare alla commemorazione che ogni anno ricorda le vittime dell’11 settembre. Ancora oggi molti vigili del fuoco muoiono per le malattie o gli infortuni gravi dovuti all’attentato. Un’esperienza davvero intima e toccante, con bambini che mai hanno conosciuto i loro padri”. Girata in parte prima e in parte dopo il lockdown, “Freedom nell’ottava puntata affronterà anche il tema del virus e della pandemia”. E, promette Giacobbo, “sarà una sorpresa. Per terminare le riprese – dice – noi del team, di concerto con le diverse autorità locali, abbiamo creato una sorta di ‘bolla’ per i nostri uomini e i tanti mezzi con cui viaggiamo, sempre testati e in sicurezza. In attesa del vaccino o della medicina risolutiva dobbiamo stare tutti attenti ai nostri comportamenti. Più saremo bravi, meno durerà questo periodo. D’altronde – conclude – nella storia abbiamo affrontato mille volte situazioni altrettanto difficili, ma oggi abbiamo molti più mezzi e capacità”. Intanto in edicola torna anche lo spin off Freedom Magazine, mentre in libreria è appena uscito Storia alternativa del mondo (ed. Mondadori), in cui Giacobbo traccia la storia dell’uomo dalle piramidi a oggi.


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