Giorno nero di Conte Stoppato il video tv. Il Colle lo striglia poi firma i decreti

Il premier avrebbe voluto mandare un messaggio senza contraddittorio sulla scuola a “Domenica in”: fermato dopo le dure proteste delle opposizioni

Una tiratina d’orecchie dal capo dello Stato sul dl semplificazioni e la marcia indietro sulla partecipazione a Domenica in: il premier Giuseppe Conte non ne azzecca una. Venerdì 11 settembre per l’avvocato del popolo è una giornata da dimenticare. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella bacchetta Conte sul dl semplificazioni. Mattarella firma il provvedimento ma accompagna la promulgazione con una lettera ai presidenti di Camera, Roberto Fico, e Senato, Elisabetta Casellati, e al presidente del Consiglio nella quale sottolinea come diverse disposizioni non risultino riconducibili alle finalità originarie e invita il governo a vigilare affinché nel corso dell’esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all’oggetto e alle finalità dei provvedimenti d’urgenza. Infine rappresenta al Parlamento l’esigenza di operare in modo che l’attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale.
Il Presidente Mattarella mette nel mirino le norme che riguardano il codice della strada, estranee per materia all’oggetto del provvedimento. Per il Capo dello Stato viene violato così il requisito dell’omogeneità di contenuto a cui devono attenersi i decreti legge. Mattarella nella lettera chiarisce di aver firmato il decreto «in considerazione della rilevanza del provvedimento nella difficile congiuntura economica e sociale». Una strigliata che arriva in un giorno nero per Conte, costretto ad annullare, dopo la protesta delle opposizioni, la partecipazione (con un videomessaggio) alla prima puntata di Domenica in su Rai 1.
Le opposizioni sventano il golpe in Rai del caudillo Conte. Il centrodestra blocca l’occupazione della tv di Stato in piena campagna elettorale. Il capo del governo confeziona, a una settimana dal voto, un videomessaggio da mandare in onda su Rai Uno alle 14 di domani per la prima puntata del programma Domenica in. Lega, Fdi e Forza Italia insorgono, minacciando esposti all’Agcom per violazione della par condicio. Poche ore dopo l’annuncio, Conte fa marcia indietro e annulla il videomessaggio al format condotto da Maria Venier. Conte avrebbe dovuto parlare di scuola in vista del ritorno in aula lunedì 14 settembre. Ma sarebbe stato l’ennesimo discorso alla nazione senza contradditorio. Approfittando della prima rete del servizio pubblico. Uno spot al governo e alla maggioranza in piena campagna elettorale. Un vizietto che gli italiani hanno già avuto modo di conoscere nei mesi della pandemia.
È bastato l’annuncio della produzione per scatenare l’inferno. «La tv pubblica domenica concede i suoi microfoni al capo del governo? Bene, sono sicuro che darà lo stesso spazio, lo stesso giorno e sulla stessa rete, al capo dell’opposizione. In caso contrario, abbiamo pronte le denunce in tutte le sedi opportune» attacca da Napoli il leader Carroccio Matteo Salvini.
«Mi sarebbe piaciuto che il Presidente del Consiglio mandasse un augurio agli studenti e agli insegnanti per la ripresa di lunedì del nuovo anno scolastico. Era un’idea in corso ma il Presidente Conte ha preferito declinare la registrazione del videomessaggio per evitare che la scuola diventi occasione di polemiche… E allora il buon rientro a scuola lo farà la zia Mara», si arrende Venier.


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