GIUSTIZIA. CARCERI A LUCI ROSSE? MORRONE: CARTABIA INVESTA RISORSE DOVE SERVONO

Roma, 27 maggio. “Carceri trasformate in hotel a luci rosse? Forse il paragone sembra un po’ forzato ma il senso è questo se consideriamo l’investimento di quasi 25 milioni di euro che entro il 2024 il ministero della Giustizia intende investire nella realizzazione di padiglioni prefabbricati, le cosiddette ‘casette dell’amore’, all’interno di ognuno dei 190 istituti carcerari del Paese per consentire ai detenuti di intrattenersi sessualmente con un partner per 6/24 ore al mese”.
Così in una nota il parlamentare della Lega Jacopo Morrone, che ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Marta Cartabia per chiedere una netta inversione di programma e di investire queste risorse per necessità più impellenti.
“Si tratta di un provvedimento che può indignare l’opinione pubblica ripetutamente sensibilizzata sull’inadeguatezza di molti Istituti di pena e sulla mancanza cronica di fondi per ristrutturarli. Le risorse per le ‘casette dell’amore’ ci sono, mentre mancano quelle per superare il sovraffollamento a reale beneficio dei detenuti e della Polizia penitenziaria. Sembra, inoltre, che i detenuti destinatari di questi ‘favori’ siano quelli condannati per i delitti più gravi, dal terrorismo alla criminalità organizzata. Per esempio, i detenuti in regime di 41 bis che non dovrebbero poter interagire con l’esterno per evitare che possano delinquere anche dal carcere. Insomma, da qualunque parte lo si consideri questo provvedimento sembra del tutto fuori luogo. Anche sul fronte dei compiti di controllo e sicurezza a dir poco imbarazzanti che la Polizia penitenziaria si troverebbe a dover svolgere. Ed è solo grazie ad alcuni organi di stampa se l’operazione ‘casette dell’amore’ è emersa allo scoperto. Non a caso il progetto ‘carceri a luci rosse’ si collega a un disegno di legge proposto su iniziativa del Consiglio regionale della Regione Toscana attualmente in trattazione al Senato e per il quale, in tempi sorprendentemente brevi, sono stanti individuati già i fondi per il 2022, 3,6 milioni di euro. Insomma, un’operazione targata ideologicamente su cui forse il ministero avrebbe preferito mantenere il riserbo”.

Lascia un commento