Giusto il voto al governo ma servono i moderati

Che oggi non esista più opposizione sarebbe esagerato crederlo. Sulla spinta di Silvio Berlusconi, il centrodestra non ha certo sostenuto che da questo momento appoggerà il governo.

Che oggi non esista più opposizione sarebbe esagerato crederlo. Sulla spinta di Silvio Berlusconi, il centrodestra non ha certo sostenuto che da questo momento appoggerà il governo. Ma il voto allo scostamento di bilancio pesa in ben altro modo rispetto a quello già concesso qualche mese fa dall’opposizione: ora l’esecutivo sembra avere recepito alcune sue richieste e altre si appresterebbe ad accogliere. È tradimento? Le categorie moralistiche in politica sono sempre insensate. E bisogna ricordare che, nella storia del centrodestra, o almeno di Forza Italia quando era partito maggioritario del paese, la disponibilità a dismettere le polemiche di parte per l’interesse nazionale è sempre stata presente. Così come, del resto, ribadisce sempre Giorgia Meloni: per una forza politica che fa della patria il suo primo valore, la tutela della nazione viene prima di tutto. Il dubbio semmai è se il governo sia interessato alle sorti della nazione tanto quanto l’opposizione, e l’esperienza recente da questo punto di vista lascia molto a desiderare. Basti pensare solo alle politiche migratorie: gli italiani sono chiusi in casa e devono certificare a destra e a manca, ma gli immigrati clandestini entrano a iosa e, anzi, il Pd ha già approntato tutta una serie di dispositivi per accoglierne ancor di più. C’è poi la questione della sudditanza dell’esecutivo e delle sue forze politiche agli interessi (per usare un eufemismo) di altri Paesi, da quelli della Germania a quelli della Francia fino a quelli cinesi. È evidente che al centrodestra, almeno nella situazione attuale, non verrà chiesto di condividere tali approcci; ma sarebbe una iattura se, in nome della collaborazione, l’opposizione si ammorbidisse, sull’immigrazione, ma anche su interventi riguardo a temi eticamente sensibili. Contro la legge Zan, ad esempio, alcuni parlamentari del centrodestra sono stati eccessivamente morbidi: ci auguriamo che su analoghi provvedimenti futuri non chiudano gli occhi. La collaborazione, si dice, è soprattutto rivolta all’economia; ma è proprio sulla cultura economica dell’esecutivo e della maggioranza che il divario appare maggiore con il centrodestra. Siamo sicuri che l’opposizione sappia benissimo che con il dirigismo, lo statalismo, l’assistenzialismo, il collettivismo, la battaglia deve essere durissima, anche e soprattutto su un piano culturale. Il berlusconismo entrò in crisi perché nell’appoggiare il governo Monti finì per essere indistinguibile dal Pd. Che non si ripeta lo stesso errore.

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