Google Nest WiFi, adesso diventa più veloce ed è anche altoparlante intelligente

Connessione sempre più veloce, prima di tutto. Poi semplicità e versatilità. Il nuovo sistema Google Nest WiFi fa un salto doppio in questa direzione rispetto alla prima generazione di dispositivi. Sempre con la stessa configurazione: router centrale e satelliti collegati con rete Mesh per raggiungere anche gli angoli meno coperti di un ambiente, sia esso una casa o un ufficio. Ma c’è una funzione in più: ora questi satelliti, questi punti d’accesso che consentono alla rete di arrivare bene dove da solo il router fa fatica, sono in grado di ascoltarci e rispondere alle nostre domande, di diffondere musica anche in modalità multistanza e di consentirci di fare chiamate vocali con Google Duo.

Google Nest WiFi, adesso diventa più veloce ed è anche altoparlante intelligente

Hanno due anime: estendono la copertura della rete e sono anche altoparlanti intelligenti grazie all’assistente di Google. Attenzione, però: non aspettatevi un audio hi-fi. Avete presente la qualità sonora dei Nest Mini? Siamo in quel range. Quanto a dotazione hardware i satelliti hanno anche qualcosa in meno, questo va detto. Sparisce infatti la connessione ethernet e usb c. Si va per sottrazione, insomma. I progettisti di Mountain View hanno scoperto che non più del 5-6 per cento degli utenti utilizzava ethernet sui satelliti? Allora via. Può non piacere ma è così.

Resta il fatto che dinanzi a una connessione più veloce – soprattutto in tempi come questi di smart working diffuso e didattica a distanza – non si va troppo per il sottile, soprattutto se – come nel caso di chi scrive – si vive in una casa costruita 90 anni fa con le pareti spesse all’incirca 60 centimetri. La prima generazione del Google WiFi – nella configurazione con i due satelliti – aveva risolto questo problema portando la rete con soddisfazione in quasi tutta la casa. Ma adesso con la rete diventata Fiber To Home a 1 Gigabit (ricordiamo che Google Nest non è un modem e ha bisogno di agganciarsi a quello che ogni operatore ci fornisce, nel nostro caso un Tim Hub di ultima generazione) è quasi inevitabile chiedere di più. Nest Google Wifi fa la sua parte sfruttando quasi per intero la banda a disposizione: con 4-5 dispositivi collegati ha fatto registrare sul portatile 836 Mbps in download e 95 in upload. Un risultato molto buono se confrontato a quello del modello precedente che segnava valori di poco superiori ai 400 Mbps.

Google Nest WiFi, adesso diventa più veloce ed è anche altoparlante intelligente

La semplicità. Da questi piccoli oggetti stondati bianco ghiaccio (il router, più grande, dispone di 1 GB di RAM e 4 GB di memoria e ha un diametro di 10 centimetri) arriva una copertura fino a 120 metri quadrati per il solo router a 210 metri per il router più due punti d’accesso, sempre in condizioni ottimali, con 90 metri quadri aggiuntivi per ogni satellite. Si viaggia su due bande di frequenza (2.4 e 5 GHz). La configurazione è molto semplice e si fa aggiungendo per primo il router direttamente dal nostro smartphone con l’applicazione Google Home. Poi, eventualmente i satelliti. Il consiglio – in presenza di muri difficili da aggirare – è di accoppiare i punti di accesso quando non sono lontani dal router e poi piazzarli nelle stanze per la sistemazione definitiva. Il tutto si fa nel giro di una ventina di minuti o poco più. Poi si può configurare più in profondità l’intero sistema grazie all’app Google Wifi, dove le opzioni sono molteplici: si va dal test e controllo della rete (si possono gestire in teoria sino a 100 dispositivi connessi), alla scelta di un dispositivo prioritario (quando ad esempio siamo in chat e non vogliamo rischiare che la banda boccheggi), alla gestione del wifi per i dispositivi dei nostri familiari, al controlllo domestico e naturalmente alla creazione di un’utenza ospiti che può rivelarsi sempre utile. Il tutto con una grafica semplice e intuitiva.

La rete Mesh è una soluzione adottata dalla maggior parte dei produttori di sistemi wireless. Ecco a grandi linee come funziona. Premessa: in una rete WiFi classica, il telefono, il tablet o il laptop sono connessi a un singolo router, da cui passano tutte le comunicazioni. Succede però che più ti allontani dal router, più debole diventa il segnale. Per ovviare a questo limite si crea una rete Mesh formata di dispositivi di trasmissione – router e punti di accesso – che comunicano tra loro anche se noi vediamo una singola rete WiFi. Con l’aggiunta dei punti di accesso si è in grado di avere una copertura migliore – e quindi un segnale più performante – in uno spazio più ampio, collocando i satelliti dove riteniamo che la rete debba estendersi. Il sistema Nest Wifi, poi è retro-compatibile, nel senso che al router principale si possono aggiungere anche i punti di accesso della prima versione. Non solo: nelle rete Mesh i punti di accesso si “riparano” da soli. Ovvero, quando uno di loro non funziona più, la comunicazione viene semplicemente reindirizzata tramite un altro punto di accesso. Mentre se finisce offline il router o il satellite collegato al modem, lo sarà anche l’intera rete. E dopo qualche minuto si riceverà anche una notifica nell’app.

Google Nest WiFi, adesso diventa più veloce ed è anche altoparlante intelligente

Il design scelto da Mountain View per il sistema Nest WiFi è raffinato, non c’è che dire: sia router che satelliti sono fatti plastica opaca senza spigoli, tutti arrotondati e con l’accento minimalista di quel puntino di luce impercettibile sul router che cambia colore a seconda dello stato e la cui intensità si può regolare con l’app. Un unico appunto riguarda i punti di accesso supplementari: quando si decide di disattivare l’altoparlante (che sul router centrale non è presente) resta una luce ocra a illuminare la base per segnalare la funzione disattivata. Di notte è una luce in più e a chi non piace non resta che provare a coprirla.

Infine i prezzi. Sono abbordabili, considerando la qualità del sistema. Va detto che ci sono altre soluzioni che consentono risultati ancora maggiori ma a prezzi decisamente superiori. E, aggiungeremmo, con meno semplicità d’uso rispetto al sistema di Google. Acquistare soltanto il router, a meno che non si abbia un unico ambiente, non conviene. E quindi bisogna scegliere un pacchetto composto da router con un punto d’accesso al quale, eventualmente aggiungerne un altro. Il router da solo costa 159 euro, il pack router+satellite 259 e un satellite da solo 139 euro.



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