I giallorossi restano divisi. Intesa ancora in alto mare per la Puglia e le Marche

Alleanze alla prova in vista delle elezioni regionali. Ma se i leader del centrodestra hanno trovato l’accordo sui nomi dei candidati a governatore, per l’asse Pd-M5s che regge le sorti del governo non si può dire lo stesso

Alleanze alla prova in vista delle elezioni regionali. Ma se i leader del centrodestra hanno trovato l’accordo sui nomi dei candidati a governatore, per l’asse Pd-M5s che regge le sorti del governo non si può dire lo stesso. Nelle Regioni che andranno al voto, con la chiusura delle liste che incombe, si gioca una partita delicatissima anche a livello nazionale per gli equilibri politici, con il premier Conte che caldeggia accordi tra centrosinistra e M5s che probabilmente falliranno, nonostante i tentativi del Pd di trasformare l’asse a Palazzo Chigi in patto elettorale. Ma andiamo con ordine.

Fronti compatti in Liguria, dove il centrodestra conferma Giovanni Toti e Pd e M5s sostengono, insieme, Ferruccio Sansa. Ma nonostante l’alleanza romana qui si confermi, i sondaggi danno Toti in largo vantaggio. Stesso esito atteso in Veneto, dove Luca Zaia, candidato unitario del centrodestra, affronta avversari che corrono da soli, e il più accreditato, il candidato del centrosinistra Arturo Lorenzoni, è dato a distanze abissali dal governatore uscente. Discorso inverso in Campania, dove pure Pd e M5s (che candida Valeria Ciarambino) ballano da soli, ma qui i dem contano sulla conferma di Vincenzo De Luca, dato ancora in leggero vantaggio sul candidato di centrodestra Stefano Caldoro. Anche in Toscana il centrodestra ha trovato la quadra intorno al nome della leghista Susanna Ceccardi, che sfiderà Eugenio Giani in un duello dall’esito non scontato. E anche qui i pentastellati, che sostengono Irene Galletti, hanno escluso categoricamente qualsiasi alleanza. Scendendo in Puglia, cominciano le note dolenti. Il Pd punta ancora su Michele Emiliano, il centrodestra su Raffaele Fitto. Ma a rendere incerta la sfida provvedono M5s e Iv, che potrebbero giocare (con Antonella Laricchia e Ivan Scalfarotto) uno scherzo allo «sceriffo» dem, dato testa a testa con Fitto. Non è un caso che Conte proprio sul tacco d’Italia abbia provato, finora invano, a spendersi per un accordo, incontrando un muro nella Laricchia.

Infine le Marche, dove il centrodestra candida l’esponente di Fdi Francesco Acquaroli mentre nel centrosinistra si lavora ancora a un accordo per far ritirare al M5s la candidatura di Gian Mario Mercorelli, scelto tramite Rousseau prima che la base pentastellata desse il suo assenso agli accordi locali. Il candidato Pd, Maurizio Mangialardi, ha ottenuto l’endorsement di Italia viva, ma la corsa solitaria dei Cinque stelle renderebbe le urne più rischiose per il centrosinistra.


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