Il bianco e il nero. Così Fioramonti e Di Stefano giudicano il ministro Azzolina

L’ex ministro dell’Istruzione boccia l’operato della Azzolina, mentre Di Stefano la promuove a pieni voti

Che voto dà alla Azzolina come ministro e perché?

Di Stefano: “Le do un 8 perché sta gestendo la fase più complessa che la scuola abbia mai vissuto in modo ottimo senza cadere nelle provocazioni dell’opposizione e partendo dall’interazione con gli istituti e con i presidi che è la cosa più importante.

Fioramonti: “Le do una insufficienza, ma con l’opzione di rimandarla. Sulla scuola non ha voluto ascoltare e non ha saputo pianificare per tempo. Ma le rimane ancora un’occasione storica, visti i finanziamenti che speriamo vengano messi a disposizione”.

Come giudica le norme anti-covid per la scuola? Non trova che sia un controsenso, per esempio, imporre il distanziamento sociale di 1 metro a scuola, quando i bus sono pieni all’80%?

Di Stefano: “Credo che le norme anti-Covid nelle scuole siano frutto di un lavoro del comitato tecnico-scientifico che è stato poi adeguato alle necessità di una scuola. Vanno bene perché non si può fare il paragone con un mezzo pubblico dove chiaramente
è molto più complicato gestire gli accessi. A scuola lo si può fare e, quindi, è giusto avere delle regole più ferree e più adatte all’esperienza scolastica”.

Fioramonti: “Le giudico di difficile implementazione. Con classi più piccole, spazi aggiuntivi e più personale, avremmo abbattuto il rischio di contagio, rendendo mascherine, termometri e distanziamento quasi superflui”.

Lei avrebbe ordinato i banchi monoposto con le ruote (rischio autoscontro)?

Di Stefano: “Noi abbiamo chiesto alle scuole cosa li serviva. Quei banchi sono stati richiesti dai presidi perché la didattica del XXI esimo secolo, per fortuna, non è la stessa del XIXesimo o del XXesimo. Oggi le più grandi scuole del mondo hanno questo tipo di
classi che sono riconfigurabili, a seconda se devi fare un’esperienza singola o lavori in piccoli gruppetti. I banchi singoli con le ruote ti permettono di muovere la classe come ti serve e quindi avere un’esperienza didattica innovativa. Io, quindi sì, avrei
acquistato quei banchi che, ripeto, sono stati scelti dai presidi che sanno molto meglio di Salvini e compagnia bella cosa serva ai ragazzi e alle loro scuole”.

Fioramonti: “Avrei prima stabilizzato i precari, assunto più docenti per garantire classi più piccole, soprattutto sul sostegno che è un vulnus della scuola italiana. Avrei anche rivisto le norme sul dimensionamento scolastico e responsabilità penale dei presidi, che ora operano nel panico. E poi avrei da subito, già a marzo, costituito un team di lavoro per trovare spazi aggiuntivi riaprendo le scuole chiuse negli ultimi anni e facendo accordi con altri enti territoriali”.


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