Il Bianco e il Nero, Sgarbi: “Vietare lo sci è una bestemmia”. Covatta: “Mi fido dei medici”

Cenoni, impianti sciistici e spostamenti tra Regioni. Il governo Conte non ha ancora chiarito come potremmo trascorrere le vacanze. Ecco le impressioni del comico Giobbe Covatta e del deputato Vittorio Sgarbi sul primo Natale in tempo di Covid

Cenoni, impianti sciistici e spostamenti tra Regioni. Il governo Conte non ha ancora chiarito come potremmo trascorrere le vacanze. Abbiamo chiesto al comico Giobbe Covatta e al deputato Vittorio Sgarbi le loro impressioni sul primo Natale in tempo di Covid.

Lei è favorevole a concedere maggiori libertà per le vacanze natalizie oppure proseguirebbe sulla linea del rigore e delle restrizioni per evitare una terza ondata di contagi?

Covatta: “Io sono favorevole a seguire quello che dicono i medici. La scienza non è democratica. La velocità della luce non si calcola per alzata di mano e, quindi, gli scienziati stabiliscono i parametri da seguire e io li seguo volentieri. Bisogna fare la distinzione tra oggettività scientifica e ideologia”.

Sgarbi: “Non solo non c’è il rischio di una terza ondata, ma non c’è stata neanche una seconda. Hanno surrettiziamente messo in contatto alcuni contagi estivi in discoteca, prevalentemente simbolici del Billionaire dove i 50 contagiati sono tutti guariti. Ora, non solo sono chiuse le discoteche, ma quella che chiamano seconda ondata è un’ondata normale di influenze e polmoniti tipiche dell’inverno e che durerà finché c’è freddo. Non c’è bisogno di rigore o di restrizioni, ma semplicemente di buon senso”.

Gli impianti sciistici dovrebbero riaprire oppure restare chiusi in quanto pericolosi luoghi di assembramento?

Covatta: “Sì, se la medicina dice questo sì. D’altra parte ho i teatri chiusi dal 20 di febbraio e me ne faccio una ragione. Capisco tutti quelli che dicono ‘noi ci rimettiamo un sacco di soldi’, ma che vuoi fare? Ce ne faremo una ragione…”.

Sgarbi: “I luoghi di montagna e lo sci sono stati indicati a tutte le generazioni come luoghi di aria buona, salubrità e di sport individuali. Tolta la funivia che si può contingentare, la seggiovia e lo skift sono strumenti individuali perciò proibire lo sci è una bestemmia. Il premier, infatti, si trova in difficoltà perché in Austria e Svizzera si può sciare. Lì o sono incoscienti oppure hanno valutato che il rischio non c’è. In montagna l’unico luogo di assembramento è lo chalet che è un ristorante come tanti altri e basterebbe contingentare il numero dei clienti ”.

Il cenone. Si deve e si può fare? Quale deve essere, secondo lei, il limite massimo di invitati?

Covatta: “Non ne ho idea. Se dipendesse da me saremmo anche 4 milioni, ma non lo posso decidere perché non ne ho le competenze. Questo non è un anno normale…”.

Sgarbi: “Il cenone appartiene alla sfera privata e, quindi, salvo nelle zone rosse, uno a casa sua invita chi vuole. Sarebbe incostituzionale stabilire il numero degli invitati. Io ho una casa di 450 mq e, quindi, potrò invitare 2 persone per stanza. Dal momento, però, che è impossibile verificare il numero di invitati negli spazi privati, non c’è un limite massimo ma solo un consiglio, un suggerimento”.

Lei vieterebbe gli spostamenti tra Regioni oppure consentirebbe soltanto i ricongiungimenti tra familiari?

Covatta: “Io tecnicamente non sono in grado di prendere nessun tipo di decisione. Fosse per me andrei avanti e indietro dalla Toscana alla Campania tutti i giorni 6 volte al giorno. La mia volontà non incide minimamente sulle posizioni che vengono prese dagli scienziati. A me piacerebbe riaprire tutto, fare i cenoni, i pranzoni e le merendone, ma non dipende da me”.

Sgarbi: “Vietare spostamenti tra Regioni è ridicolo perché a Milano possono esserci 50 persone in una stanza e in 3 Comuni di mille abitanti potrebbero essercene solo 10. In una città grande possono esserci molte persone, in dieci comuni piccoli meno. Impedire i viaggi tra Regioni è un’insensatezza anche perché si dice “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”.

È fiducioso o è scettico sull’arrivo dei vaccini? Lei lo farebbe?

Covatta: “Io sono assolutamente fiducioso che il vaccino arriverà anche perché il coronavirus è un virus relativamente semplice da decodificare (non è come l’HIV). Non ho nessun tipo di remora nei confronti del vaccino. Se arriverà nelle farmacie, vorrà dire che avrà superato tutti i passaggi all’interno delle strutture preposte e, quindi, se ci fosse il vaccino, io lo farei anche domani”.

Sgarbi: “Sono fiducioso nell’arrivo del vaccino. Indipendentemente dall’affare economico per l’industria farmaceutica non c’è dubbio che la percentuale che possono garantire sia del 94-95% per cui, in nome della libertà, il minimo rischio di controindicazioni va corso. L’affollarsi di novax è la reazione a una strategia così violenta che ha impaurito la gente non solo per il Covid ma anche per il vaccino contro il virus. La paura è sovrana anche rispetto ai rimedi. Non bisogna farsi prendere dalla paura né pensando che il Covid sia come la peste né pensando che il vaccino sia pericoloso”.


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