Il duro sfogo di Salvini su Conte: “Il suo silenzio mi ha stupito”

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Matteo Salvini ha ricevuto tanta solidarietà dal mondo polito dopo l’aggressione subita ieri a Pontassieve ma non quella di Giuseppe Conte, come dichiarato dal leader della Lega, che invece ha ringraziato il ministro Lamorgese

La violenta aggressione subita da Matteo Salvini a Pontassieve nella giornata di ieri ha scosso gli umori della politica e non solo. A parte la camicia a brandelli e due rosari strappati dal collo, il leader della Lega non ha riportato nessun danno. Ciò non sminuisce la violenza di un gesto figlio del flusso d’odio initerrotto degli ambienti di sinistra verso Matteo Salvini, che dai social si sta pericolosamente spostando nella vita reale. Molti i messaggi di solidarietà ricevuti dal primo esponente della Lega, che si trova in Toscana per sostenere la candidatura di Susanna Ceccardi alle elezioni regionali. Tanti i politici che, bipartisan, hanno condannato l’aggressione ma all’appello manca il messaggio di Giuseppe Conte.

[[nodo 1888681]] “Ieri mi ha stupito il silenzio del premier Conte: il leader dell’opposizione aggredito e il presidente del Consiglio che non dice nulla“, ha affermato questa mattina Matteo Salvini in diretta su Rai3 ad Agorà. “A casa mia qualcosa la dice“, ha continuato il leader della Lega, dopo aver ringraziato tutti gli altri esponenti che hanno speso parole di solidarietà, compreso il ministro dell’Interno: “Mi ha fatto piacere la manifestazione di solidarietà della ministra dell’Interno Lamorgese“. Nel clamore mediatico scatenato dall’aggressione, che Matteo Salvini liquida come “gesto isolato“, fa rumore il silenzio del Presidente del Consiglio, che nel suo ruolo rappresenta tutti gli italiani.

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[[nodo 1888756]] Il telefono di Matteo Salvini, ieri, ha continuato a suonare. Oltre ai politici e ai rappresentanti di governo, sono tantissimi i messaggi che il leader della Lega ha ricevuto dopo essere stato assaltato a Pontassieve. Non ha fatto una piega Matteo Salvini dopo l’aggressione, è rimasto fedele alla linea del basso profilo che ha deciso di seguire per questa campagna elettorale. “Vado avanti, non cerco vendetta nei confronti di questa persona, che evidentemente aveva dei problemi. Io non ho mosso un dito, perchè era una signora. So solo che lavora per il Comune. Comunque andiamo avanti, anche perchè in Toscana sto incontrando gente stupenda, sia che la pensi come me sia che non la pensi come me“, ha ribadito ad Agorà, senza però tralasciare le parole del sindaco di Pontassieve, che poco prima del suo arrivo lo aveva etichettato come “persona non gradita“.

Una constatazione, però, Salvini la fa: “Certo, se la camicia fosse stata strappata a Conte o a Zingaretti, sai che coro“. Nonostante il brutto episodio, il leader della Lega al Corriere ribadisce la sua intenzione di continuare a scendere in strada e fare campagna tra la gente: “Io sono un sostenitore della democrazia, della libertà di pensiero e di parola per chiunque. Sono abituato a stare in mezzo alla gente, non cambio certamente ora“. A colpirlo particolarmente di quell’episodio violento, però, è stato soprattutto un dettaglio: “Non so se fosse quella l’intenzione, io mi sono trovato questa persona di fronte all’improvviso, non so che cosa avesse in mente. Però mi ha stupito che nel mettermi le mani addosso abbia strappato proprio le due catenine, sembrava che puntasse a quelle“. Le due catenine sono i rosari, regalo di due parroci, che Matteo Salvini aveva sempre al collo.


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