Il governo accelera. Soglia giornaliera: 70mila vaccinati. L’appello ai medici

L’obiettivo: uscire dall’emergenza entro l’estate ma sono ancora molte le criticità. Il via libera agli altri vaccini, la mancanza di personale, la diversa velocità di avanzamento tra Regioni

Accelerare la campagna vaccinale per essere fuori dall’emergenza entro l’estate. Accelerare è la parola d’ordine del vertice governo-Regioni tenuto ieri per definire la campagna di profilassi. L’incognita più pesante resta la disponibilità delle dosi, che per l’Italia è conseguente soprattutto al via libera ad Astrazeneca. Poi la necessità di personale adeguato per somministrare le fiale. Ma l’ok a Moderna rilasciato ieri dall’Agenzia europea per le autorizzazioni, Ema, ha regalato un’iniezione di ottimismo al governo sommerso nei giorni scorsi dalle critiche per ritardi nella distribuzione e nella somministrazioni.

Quali sono gli obiettivi della campagna che si divide in 4 fasi? Il commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, li ha illustrati insieme con i ministri della Salute, Roberto Speranza e degli Affari Regionali, Francesco Boccia. Si punta a vaccinare 5,9 milioni di persone entro fine marzo; 13,7 milioni entro aprile; 21,5 milioni entro fine maggio, completando la campagna di vaccinazione volontaria entro agosto.

Una tabella di marcia che prevede la copertura progressiva della popolazione. Da gennaio a marzo il 5 per cento: con la profilassi a operatori sanitari, ospiti delle Rsa e anziani dagli 80 anni in poi. La seconda fase, da aprile a giugno, dovrebbe vedere il coinvolgimento dei medici di famiglia per le somministrazioni agli over 60 fino a 79 anni comprendendo anche i malati cronici. Una fase 3 fino a settembre: con una copertura al 50 per cento della popolazione, per arrivare al 90 per cento nella fase 4 entro l’anno, escludendo soltanto i giovanissimi.

«Siamo secondi nella vaccinazione dietro solo alla Germania, abbiamo tutte le capacità per accelerare», assicura Speranza che punta a un obiettivo di 70mila vaccini al giorno a livello nazionale finché non arriveranno anche gli altri antidoti. Una cifra, assicura Speranza, destinata a crescere. Ottimista anche il premier Giuseppe Conte. «Abbiamo appena avviato la campagna di vaccinazione che va portata a termine il prima possibile», auspica il premier. Boccia conta di «uscire gradualmente dall’emergenza entro l’estate».

A parte i buoni propositi quali sono le criticità? Il via libera delle autorità ai vaccini: per ora soltanto due gli autorizzati. Poi la necessità di potenziare l’esercito dei somministratori. Arcuri promette 1.500 tra medici e infermieri a integrazione dei 3.800 operativi nelle Regioni.

Il commissario assicura che oggi stesso sarà comunicato l’elenco del personale individuato per ciascuna regione alle Agenzie per il lavoro e a partire dal 20 i primi candidati saranno disponibili. Tra i selezionati sia medici e infermieri pensionati sia laureati ancora non occupati. Un chiarimento necessario a sottolineare che la campagna vaccinazioni non depotenzierà il servizio negli ospedali e negli ambulatori.

Altra nota dolente riguarda le Regioni: non tutte si muovono alla stessa velocità. Ieri sono state somministrate circa 308mila dosi a fronte di quasi 700mila consegnate. Dunque soltanto il 44,2 per cento è stato inoculato. La Lombardia che ha ricevuto già oltre 100mila dosi ne ha somministrate circa 23mila, ovvero appena il 20,5 per cento. Il Lazio su poco più di 61mila dosi ne ha già somministrate più della metà, il 66,9 per cento. E in numeri assoluti è la regione che ha somministrato il maggior numero di dosi: 44.092

Bene anche il Veneto con l’84,4 e la Toscana al 79 per cento delle dosi somministrate. In coda Calabria e Sardegna con rispettivamente il 15 e il 13 per cento delle dosi somministrate rispetto a quelle ricevute.


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