Il governo pronto a cancellare l’imposta sui Money Transfer

Meloni accusa il governo “che salva evasori cinesi e i soldi della mafia nigeriana”. L’imposta sui money transfer è stata voluta nella finanziaria 2019 da Salvini

Niente imposta sul Money Transfer, ossia sul denaro contante trasferito all’estero. È questa una delle disposizioni previste nella nuova legge di bilancio, in discussione da alcuni giorni in parlamento per l’iter che dovrebbe portare alla sua approvazione.

A denunciarlo su Facebook è la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Assurdo – ha dichiarato in un video postato sulla sua pagina social – Questo è un governo “forte coi deboli e debole coi forti”. Nel video la Meloni mostra il documento in questione, in cui si legge all’articolo 200 “Abrogazione imposta sul Money Transfer”.

Nel comma uno di tale norma è specificato che, con l’entrata in vigore del documento, verrà eliminata la disposizione prevista dal D.L. 119/2018, ossia il decreto sulle nuove misure finanziarie previste per il 2019 dal governo Conte I. L’imposta sul money transfer era infatti stata voluta soprattutto dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In particolare, quella disposizione prevedeva un prelievo dell’1.5% dai soldi trasferiti all’estero. Per le casse dello Stato questo ha fruttato poco più di 100 milioni di Euro lo scorso anno, ma soprattutto l’idea di poter “pescare” nella zona grigia dei money transfer. Lo strumento è infatti usato in buona parte dai migranti che trasferiscono denaro nei Paesi di origine. E spesso la provenienza delle somme non è così limpida e trasparente.

Diverse inchieste hanno evidenziato negli anni come, tra tutte, è la stessa mafia nigeriana ad usare il money transfer per far tornare in patria i proventi delle proprie attività illecite. E il tutto senza grossi impedimenti. Da qui la volontà dell’ex ministro Salvini di imporre a suo tempo una prima forma di imposta, seppur minima.

Non è un caso che nella sua invettiva contro la volontà dell’attuale governo, Giorgia Meloni abbia tirato fuori il discorso relativo alla criminalità organizzata straniera presente nel nostro territorio: “Nella Legge di Bilancio il Governo PD-M5S – ha dichiarato ancora la leader di Fratelli d’Italia – inserisce la norma salva evasori cinesi e salva riciclaggio mafia nigeriana”.

“Capito come funziona? – ha proseguito la Meloni – Per gli italiani fanno la guerra al contante, ma nel frattempo tolgono le tasse a chi spedisce i soldi all’estero. Ringraziano gli evasori dei mini market, le imprese cinesi apri e chiudi, gli spacciatori e gli sfruttatori”.

Non è la prima volta che il governo Conte II prova a togliere l’imposta sui money transfer. Già lo scorso anno, in occasione della finanziaria del 2020, era stata inserita una norma che di fatto abrogava l’imposta, poi però l’impostazione voluta dal precedente governo era stata mantenuta.

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La motivazione alla base della scelta dell’attuale esecutivo, secondo quanto riferito dal quotidiano Libero, starebbe nel fatto di non poter far rispettare l’imposta. In poche parole, di fronte all’impossibilità di dar seguito alla legge, il governo avrebbe pensato di abrogare definitivamente la norma. Una mossa che non mancherà, in sede di discussione parlamentare, di creare polemiche.


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