Il governo tace sulla patrimoniale: “È una rapina agli italiani”

Dall’esecutivo giallorosso nessuno ha ancora smentito l’intenzione della follia fiscale. Ira di Forza Italia: “Così mortificano il lavoro di milioni di italiani, i sacrifici fatti e la fiducia nello Stato”

La sinistra non perde il suo vizio preferito e ora prova a dare vita al suo eterno sogno: tassare in maniera progressiva i patrimoni della gran parte degli italiani. Il dem Graziano Delrio ci aveva già provato agli inizi dell’emergenza coronavirus, avanzando l’ipotesi di un “contributo di solidarietà“, e ora la questione è stata sollevata nuovamente da un gruppo di deputati (tra cui Matteo Orfini del Partito democratico e Nicola Fratoianni di Liberi e uguali). Che accarezzano così l’idea di patrimoniale, inserendo un emendamento che cancellerebbe l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli. Le imposte sarebbero sostituite da una tassa progressiva sui grandi patrimonila cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500mila euro, derivante dalla somma delle attività mobiliari e immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero“.

Tuttavia la strada dell’emendamento in questione appare molto in salita: non piace a tutte le forze di maggioranza e non trova assolutamente d’accordo il centrodestra. A preoccupare è l’attuale totale silenzio dell’esecutivo giallorosso. “Nessuno tra i leader di maggioranza ha pronunciato una sola sillaba per mettere all’indice questa follia fiscale che imperversa nella sinistra italiana“, ha denunciato Giorgio Mulè. Il deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato ha espresso tutta la sua preoccupazione per le conseguenze che questa misura potrebbe provocare: “Iniziative come quella di prevedere una patrimoniale-rapina sul genere di quella ipotizzata da Pd e Leu mortifica il lavoro di milioni di italiani, i sacrifici fatti e la fiducia nello Stato“.

“Furto sui conti correnti”

Segue la parlamentare forzista Daniela Ruffino, che definisce la proposta “un’istantanea folgorante della distanza che separa la sinistra italiana dalla realtà“. L’allarme è stato lanciato pure anche da Lucio Malan, che reputa l’imposta patrimoniale un vero e proprio danno per l’Italia, sottolineando che in realtà i veri ricchi si salveranno “perché hanno gran parte del loro patrimonio in società, fondi vari in Italia e spesso all’estero“. “La classe media, motore dell’economia, che comprende la maggior parte di coloro che spendono e creano lavoro sarà pesantemente colpita“, ha avvertito il vicepresidente vicario dei senatori di Forza Italia.

A dirsi preoccupato dall’emendamento di LeU alla manovra – con cui si riaffaccia la tassa patrimoniale in piena emergenza Coronavirus – è stato Matteo Salvini, intervenendo a Il Caffè della domenica condotto da Maria Latella su Radio 24: “Pensare a nuove tasse, in un momento come questo, è un crimine e da arresto immediato“. Intanto dalla maggioranza non arrivano segnali o prese di posizione. “È stata smentita? A me risulta che l’emendamento è già depositato Fratoianni-Orfini. Se poi lo ritirano è un bene“, ha aggiunto il leader della Lega. Infine gli ha fatto econ Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia sui propri profilo social: “Ecco la loro risposta alla crisi, il loro regalo di Natale agli italiani: un furto sui conti correnti. Questi nemici dei cittadini vanno fermati il prima possibile“.


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