“Il Pd alleato coi grillini offende i suoi elettori”

Il leader di Azione: “I dem sono sotto scacco di un partito che li ha insultati pesantemente”

«Non c’è alcun dubbio: Matteo Salvini è più leader di Nicola Zingaretti». Carlo Calenda, leader di Azione demolisce il segretario del Pd. E su Roma – l’ex ministro si lancia in una previsione: «I dem faranno primarie tra funzionari per scegliere un candidato debole».

Lorenzo Guerini l’ha accusata di aver offeso gli elettori Pd con il suo tweet (poi cancellato) in cui li ha accusati di non aver dignità. Vuole chiarire?

«Io fossi in Guerini mi preoccuperei dell’insulto che il Pd rivolge quotidianamente ai propri elettori nel momento in cui è sotto scacco di chi (M5s) li ha definiti il partito di Bibbiano, della mafia e dei corrotti».

Questa svolta, alleanza strutturale Pd-M5s, rafforza o indebolisce l’esecutivo Conte?

«Lo rafforza politicamente. Non c’è dubbio. Ma non è una buona notizia per l’Italia. Questo è un pessimo governo in un momento delicato per il Paese. Composto per il 90% da ministri incompetenti».

Lei sostiene che la Lega abbia inciso di più rispetto al Pd quando è stata al governo con i grillini. Sta dicendo che Salvini è più bravo di Zingaretti?

«È un dato di fatto. Mantenendo un giudizio negativo sul Conte 1 e su tutti i provvedimenti sbagliati, decreti sicurezza e reddito di cittadinanza, non c’è alcun dubbio sul fatto che Salvini contasse molto di più di quanto conti oggi Zingaretti in un esecutivo, comunque, pessimo per l’Italia».

L’alleanza Pd-Cinque è più un danno per l’Italia o per il Pd

«Del Pd non mi interessa nulla. Quest’alleanza è un danno per l’Italia. Sono stati spesi male 105 miliardi di euro con provvedimenti in ritardo. La scuola è in alto mare, le imprese abbandonate al proprio destino. È un governo senza alcuna visione. Siamo alla riproposizione dei vecchi Ds: nazionalizzazione, tasse e assistenzialismo».

A proposito ha fatto pace con Renzi?

«Le nostre strade non si incontreranno. Ci siamo sentiti e abbiamo condiviso un giudizio positivo sulla comune stagione di governo. Ricordando alcuni provvedimenti di grande importanza per l’Italia: impresa 4.0, il piano strutturale che diede al nostro Paese la possibilità di superare per la prima volta la Germania con investimenti strutturali».

Come finirà su Roma?

«Finirà con il Pd che farà le primarie tra funzionari di partito per individuare un candidato debole da contrapporre al sindaco uscente del M5s Virginia Raggi».

E Calenda che ruolo avrà su Roma?

«Lavorerò per la scelta di un candidato che abbia già amministrato. La politica è prima di tutto competenza e amministrazione dello Stato. Appendino, Raggi e tanti ministri sono solo degli scappati di casa».

Lei sta girando l’Italia per presentare il suo libro I Mostri. Che Paese trova?

«Un’Italia polarizzata, spaccata. Per gli italiani la politica è rimasta scontro ideologico tra neofascisti e antifascisti. Negli altri paesi non è così. È scontro tra visioni del mondo. Ma la colpa non è solo dei politici ma anche degli elettori che dimenticano in fretta e accettano tutto».

Si vota per le regionali. Azione sarà presente solo in Puglia?

«Le elezioni politiche sono il nostro traguardo. La Puglia è l’unica eccezione perché Michele Emiliano è il peggior populista che si possa avere. E non vogliamo che i pugliesi siano costretti a scegliere tra Fitto ed Emiliano. E quindi abbiamo deciso di sostenere Ivan Scalfarotto. Nelle altre Regioni al voto, vedo solo profili deboli senza qualità».


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