Il piano vuoto di Conte: così vuole spendere i soldi in arrivo dall’Ue

Il premier Conte invia le linee guida per la definizione del piano per il Recovery Fund. Gelmini: “Una miriade di progetti è ancora senza indicazioni”

“Mi sembra chiaro che in questo momento siamo alle premesse delle linee generali delle linee guida“. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, non usa mezzi termini, nel giudicare le indicazioni inviate dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per la definizione del piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund.

Fuori dagli scioglilingua– aggiunge la Gelmini, parlando a Radio Anch’iose dovessimo giudicare dalle parole del ministro dell’Economia e del premier Conte, potremmo tranquillamente affermare che nella predisposizione del Recovery Fund il governo è ancora al ‘caro amico’“. Le linee guida condivise per l’attuazione del piano contengono spiegazioni per “pochi progetti, esattamente il contrario di quanto sta avvenendo”, data la “miriade di progetti ancora senza un’indicazione“. Inoltre, ricorda la rappresentante di Forza Italia, “Ad oggi non c’è stato alcun coinvolgimento delle opposizioni, nessuna indicazione delle priorità, tanti progetti con la dispersione delle risorse in mille rivoli”. Per di più, la data per l’audizione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri è stata fissata nella settimana di chiusura del Parlamento, a causa degli impegni sui territori per la campagna elettorale.

Parole di fuoco contro il premier arrivano anche da Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. “Ora basta. Il presidente Conte la smetta con la finzione di questi inviti al dialogo, come se l’opposizione non volesse parlare con lui. Aspettiamo dall’8 luglio di fissare un incontro, ma è sparito“, ha scritto su Twitter. E invita Conte ad andare in Parlamento, per ascoltare “le nostre proposte sul Recovery Fund“.

Le linee guida per l’attuazione del piano sono indicate in un documento di 73 pagine e contano 6 “mission”: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute. “Il prossimo passo consisterà in una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale“, spiega Conte nel testo. Si pensa anche alle famiglia, con l’approvazione del “disegno di legge che delega il Governo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia“. Nel piano è contemplato anche il sostegno ai lavoratori e all’economia italia, per allinearla a quelle europee.

Dal punto di vista della digitalizzazione, è previsto “il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche con il completamento della rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica e gli interventi per lo sviluppo delle reti 5G“, mentre sul piano della ricerca l’idea è quella di “portare la spesa per Ricerca e Sviluppo al di sopra della media Ue (2,1% rispetto al nostro attuale 1,3%)“.

Altri tre punti cardine sono modernizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale, in merito alle quali il documento spiega: “Modernizzare il Paese significa disporre di una Pubblica Amministrazione efficiente, digitalizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino. La transizione ecologica dovrà essere la base del nuovo modello di sviluppo su scala globale; per avviarla sarà necessario intervenire sia sul lato della domanda che dell’offerta. Occorre in primo luogo ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo“. Infine, “inclusione sociale e territoriale significa ridurre le disuguaglianze la povertà e i divari che impediscono ai cittadini di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale“.

Il premier Conte si è detto pronto e disponibile “a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nella sede decentrata delle Commissioni sia nella sede plenaria dell’Assemblea”, assicurando il “pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento“. Vedremo se le parole di dialogo e collaborazione si trasformeranno in fatti.


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