Il rischio di un salasso per il ceto medio. Nel mirino finisce un italiano su cinque

Puniti i soliti noti e i “paperoni” che non si spostano all’estero

Per i primi tre «Paperoni» d’Italia della classifica 2020 di Forbes non cambierebbe nulla. O quasi. Anche con la patrimoniale ipotizzata come emendamento alla manovra dall’ala sinistra della maggioranza, Giovanni Ferrero, capo dell’omonimo gruppo dolciario, Leonardo Del Vecchio (EssilorLuxottica) e Stefano Pessina (Walgreens Boots Alliance) vedrebbero il prelievo fiscale aumentare in misura probabilmente trascurabile per le loro tasche. Ciascuno dei tre da anni ha messo al sicuro il proprio patrimonio tramite una finanziaria lussemburghese (il secondo e il terzo) o monegasca (il primo). Chi è veramente ricco non lascia i propri averi in balia del vorace fisco italiano, ma li difende in Paesi con regimi più vantaggiosi.

Chi sarebbero i «disgraziati» da stangare con la patrimoniale sostitutiva di Imu e bollo sui conti correnti, pertanto? Probabilmente i soliti noti, quelli che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo. Vediamo di farne, in breve, un identikit. Incrociando i dati di Istat, Banca d’Italia e dipartimento delle Finanze, la ricchezza degli italiani, intesa come patrimonio mobiliare e immobiliare, ammontava alla fine del 2019 a circa 9.300 miliardi di euro, circa cinque volte il valore del Pil. Di questi circa 5mila miliardi rappresentano il valore degli immobili residenziali posseduti, mentre a circa 4.400 miliardi ammontano le attività finanziarie possedute delle quali ormai 1.700 miliardi sono detenuti sotto forma di liquidità sul conto corrente vista l’incertezza dei tempi che viviamo.

L’emendamento a prima firma di Nicola Fratoianni di Leu intende «castigare» coloro che detengono una ricchezza netta superiore ai 500mila euro con aliquote progressive che partono dallo 0,2% e arrivano al 2% sopra i 50 milioni. Per il solo 2021 il 3% verrebbe applicato a chi ha patrimoni superiori al miliardo, di fatto «punendo» solo chi ha tenuto le attività in Italia come Mister Tod’s, Diego Della Valle, che ha rimpatriato la sua holding o la famiglia Benetton.

Il potenziale «obiettivo» della misura è il 20% di italiani che detiene il 69,8% della ricchezza nazionale con un patrimonio medio di 537mila euro. Se depuriamo questo dato dalle passività (i debiti finanziari) delle famiglie italiane che ammontavano a fine 2019 a 4.400 miliardi, il gettito della patrimoniale potrebbe al massimo essere superiore di una decina di miliardi alla trentina di miliardi che si raccolgono con Imu e imposta di bollo. Ecco perché il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha chiosato: «Sarebbe bello se chi oggi si scaglia contro la patrimoniale della proposta Pd-Leu contestasse ogni giorno» l’Imu che vale 22 miliardi.


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