Il santone dei negazionisti

Ora cercano tutti di smarcarsi, di fare dei distinguo, di confinare il mondo No vax a qualche squilibrato terrapiattista convinto che l’allunaggio sia avvenuto dentro uno studio cinematografico di Hollywood

Ora cercano tutti di smarcarsi, di fare dei distinguo, di confinare il mondo No vax a qualche squilibrato terrapiattista convinto che l’allunaggio sia avvenuto dentro uno studio cinematografico di Hollywood. Ma la galassia complottista di chi detesta sieri e farmaci non è orfana e uno dei suo padri più illustri è Beppe Grillo. Da almeno vent’anni. Il Movimento 5 Stelle ha sempre fatto da sponda e alimentato tutte quelle frange antiscientiste che vedono nella medicina il braccio armato dei cattivoni della lobby di Big Pharma. La cultura No vax è connaturata con quella pentastellata, anzi precede la fondazione del Movimento stesso: è uno degli storici cavalli di battaglia con cui Grillo intratteneva le folle dai palchi dei suoi show, quando ancora non aveva deciso quello che voleva fare da grande. Vi riproponiamo alcuni passaggi dello spettacolo Apocalisse, portato in scena dal comico genovese nel 1998, che ci aiutano a far luce su quello che si muove, oggi, dalle parti dei Cinque Stelle: «L’unico Paese al mondo dove esistono dieci vaccini obbligatori è l’Italia, ti curano obbligatoriamente, sei obbligato a curarti. Il principio è: prendi un bambino sano e inoculagli un virus per abituarlo e si abbassano le difese immunitarie. Gli inoculi un virussino piccolo. Nel caso arrivi il virus grande, il virussino piccolo è lì che da anni gira. Se quello grande non arriva, quello piccolo è sempre lì che rimane, in circolo». E poi ancora: «La difterite stava scomparendo per i cazzi suoi, la poliomielite stava scomparendo per i cazzi suoi». D’altronde il comico genovese sosteneva anche che «l’Aids è la più grande bufala del secolo» e che «le mammografie finanziano Umberto Veronesi».

Nel 2009, dal suo blog, si interrogava così – con grande fiducia nella scienza – sull’influenza suina: «In fondo l’unica domanda che conta e che dobbiamo porci e di cui però non avremo mai risposta è: ne uccide più il vaccino o il virus?». Nell’ottobre 2015 Grillo torna sul tema: «Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche». Grillo le spara così grosse che le sue balle attraversano l’oceano e sbarcano persino sulle pagine del New York Times, che attacca il comico: «In Italia il M5s guidato dal comico ha fatto attivamente campagna su una piattaforma anti-vaccini, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo». Poi l’inversione di marcia. Nel gennaio 2019 Grillo firma, con qualche titubanza, il Patto Trasversale per la Scienza, siglato tra gli altri da Roberto Burioni e Matteo Renzi. E i grillini – comprensibilmente – si rivoltano contro il loro guru: ma come? Per anni ci hai catechizzato contro i vaccini e ora ti accodi ai sacerdoti delle multinazionali dei farmaci? Perché la pancia del Movimento, lo zoccolo duro dei grillini ortodossi, è rimasto fedele alle parole che il fondatore ha ripetuto nei palasport e sui blog. Pancia che Grillo non smette di vellicare nemmeno ora, facendo ironia sulla «siringata» dei vaccini anti Covid. D’altronde, se per vent’anni hai seminato complottismo, screditato la medicina e la scienza e giocato con le tesi più folli e anacronistiche, ora non puoi raccogliere nulla di differente. Il grillismo e il Movimento 5 Stelle sono stati il brodo di coltura dei deliri No vax e ora se ne devono assumere la responsabilità.


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