Il sospetto sull’attacco a Salvini: “Gesto di magia nera tribale…”

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Non solo il gesto di una squilibrata. Dietro all’aggressione al leader della Lega potrebbe esserci molto di più, compreso il voodoo. Ne abbiamo parlato con Andrea Bocchi Modrone, antropologo ed esperto in religioni sincretiche afro-americane

L’aggressione perpetrata a Pontassieve nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, dalla 30enne congolese Auriane Fatuma Bindela ha destato sgomento, non soltanto per il fatto in sé, che è di una gravità inaudita (non si capisce infatti come la donna abbia potuto avvicinare l’esponente politico senza venire fermata in tempo dalla sicurezza), ma anche per la brutalità del gesto: lo strappare il rosario che Salvini portava al collo con tanto di grido “ti maledico”. Un atto di inaudita violenza non soltanto nei confronti del leader della Lega, ma anche di un simbolo religioso che andrebbe invece rispettato. Accanto all’ipotesi più plausibile, e cioè quella dell’azione di una squilibrata piena di rabbia, non si può non affiancare quella di un atto di magia nera, in particolare ripensando al famoso rito voodoo contro un altro esponente della Lega, Roberto Calderoli, celebrato in Congo nel 2013 dal padre di Cecile Kyenge. Nel Paese africano vi è infatti un’antica tradizione di culti che fanno ricorso anche alla magia nera, spesso definiti genericamente come “voodoo”. Ne abbiamo parlato con il Andrea Bocchi Modrone, antropologo ed esperto in religioni sincretiche afro-americane.

Dottor Bocchi Modrone, l’aggressione a Salvini ha innescato nella mente di tanti la possibilità che si sia trattato di un rito di magia nera africana; la rottura del rosario, il grido “ti maledico”; ha senso un’ipotesi del genere?

Allora, premesso che a me sembra una persona fuori di testa, però in effetti c’ho pensato anche io e vedo comunque alcuni elementi che possono far pensare anche a un gesto di magia nera tribale. Innanzitutto vi è la rottura del rosario che sul piano “magico” può essere visto come un talismano di protezione, quindi un gesto che, osservato con la lente della magia nera può essere interpretato come un “io rompo la tua protezione e ti attacco con il mio Dio che è superiore”. Poi c’è un secondo aspetto che riguarda l’aggressione culturale e cioè il disprezzo nei confronti della fede (cristiana) di Salvini: per dirla in maniera semplice “io disprezzo il tuo Dio e il tuo credo”. Teniamo a mente che in Congo è ancora molto forte l’idea della religione tribale e non si tratta di un culto sincretico come nel caso ad esempio del Palo Mayombe a Cuba. C’è poi il tentativo di strappare un pezzo d’indumento a Salvini, indumento che può essere utilizzato come “testimone” (oggetto appartenuto alla persona che fa da tramite) per fare un rito di stregoneria, una fattura. Ammesso poi che questa persona conosca le pratiche rituali o conosca qualcuno che le sa fare. Li è tutto da vedere. In ogni caso può trattarsi del tentativo di impossessarsi di un oggetto da utilizzare come “feticcio” per danneggiare la vittima.

E il grido “ti maledico”, al di là dell’aggressione fisica in sé?

L’aggressione fisica mostra un odio profondo nei confronti di un esponente politico avversario che non viene rispettato neanche a livello umano, del resto gli mette le mani addosso come se fosse una lotta tribale delle più bieche. Come già detto, lo strappo del rosario, al di là della rottura della protezione, può essere un attacco al crocifisso visto come nemico, come “Dio dei bianchi”, in contrapposizione a un non ben chiaro Dio del suo Paese, della sua stirpe. Per quanto riguarda il grido “ti maledico”, è una maledizione, un’esternazione di odio, ti butto addosso il male per fartela pagare. Non lo ha semplicemente insultato, lo ha maledetto.

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Un gesto che può turbare chi lo riceve, no?

È certamente un gesto che può turbare, al di là del credo personale; può turbare dal punto di vista religioso, dal punto di vista umano, può turbare perché comunque la persona si sente minacciata ed ha timore. È una violenza verbale pesante perché non è un semplice insulto. La maledizione implica l’appellarsi a una forza superiore affinchè questa ti crei del danno. Lei lo maledice in nome di quale Dio? Sicuramente non in nome di quello cristiano, altrimenti non romperebbe il rosario. Lì poi entrano in gioco tutta una serie di elementi tra cui la fede e le paure della persona. Anche nel Voodoo a volte fanno trovare la bambolina con gli aghi infilzati, poi la persona si autosuggestiona e ricollega a quello tutto ciò che le può accadere.

In Congo questi culti sono ancora oggi ampiamente presenti e praticati?

Assolutamente sì. Il panorama è un po’ confuso in quanto legato anche al discorso tribale. Io conosco meglio i culti sincretici dell’America latina, i quali trovano però origine in Africa. Per quanto riguarda comunque i culti del Congo, vi è una figura di Dio unico, “Zambi” che però non identificano col Dio cristiano, come avviene ad esempio in Sud America. Del resto, se spacchi il crocifisso, già crei una rottura tra le due divinità. Ci tengo tra l’altro a precisare che non mi sento di indicare questi culti africani come “animismo”, in antropologia non si può più utilizzare questo termine; le indicherei invece come reminiscenze di spiritualità tribali non sopite e del resto questo lo troviamo spesso anche nell’Islam africano quando si forma il sincretismo con credenze pre-islamiche.

Secondo Lei ci può essere una similitudine con il caso di Calderoli con la Kyenge?

Il rito fatto a Calderoli era proprio chiaro, c’era la cerimonia, il pentolone, la foto del poveretto. Facevano vedere proprio la cerimonia in atto in Congo. Il padre della Kyenge del resto si è mostrato come stregone. Lo stesso Calderoli dichiarò che dopo il rito gli era capitato di tutto (riferendosi alla caduta che gli ha danneggiato una vertebra e fratturato due dita) ed aveva anche trovato un grosso serpente in casa. Li entra in gioco la psiche e il discorso diventa ben complesso. Nel caso di Salvini, si è trattata di un’aggressione fisica vera e propria, andata sul personale, nell’intimo con la rottura del rosario e simbolicamente del suo Credo. Un’azione che va ben oltre il dissenso politico e scaturisce in maledizione. Io ci vedo rabbia, frustrazione, odio profondo uniti a uno stato mentale psicologicamente instabile. Non possiamo sapere cosa le è passato per la testa. L’ipotesi del rito di magia nera non mi sento di abbandonarla completamente, ma penso più al gesto di un’esaltata in stato alterato. Attenzione poi alle emulazioni, perchè questo caso fa da precedente.


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