Il voto in Aula, poi l’incidente: Conte sarà costretto al rimpasto?

Tutte le forze di governo spingono per un rimpasto, ma nessuno vuole fare il primo passo e assumersi le responsabilità. Sospetti sul piano di Renzi per far saltare i giallorossi

Un vero e proprio rimpasto per rafforzare il governo e assicurare maggiore stabilità nei prossimi mesi: questo l’intento di tutte le forze che compongono l’attuale maggioranza, alle prese con spaccature e litigi che rischiano di far crollare il premier Giuseppe Conte. Lui stesso sa benissimo che i toni forti si sono attenuati solamente a causa dell’emergenza Coronavirus, visto che sono già ripresi veti incrociati e dure accuse tra i partiti che lo sostengono. È altrettanto consapevole che a breve potrebbe essere chiamato a fare i conti con un’obbligata serie di cambi all’interno dell’esecutivo per salvare la sua poltrona e dunque per evitare di tornare a casa.

Una presa di coscienza arrivata soprattutto dopo la voce grossa del Partito democratico, che nelle scorse ore non ha risparmiato toni duri per lamentarsi dell’operato del presidente del Consiglio soprattutto per la situazione che si è venuta a creare in Calabria: “Una telenovela che va avanti da due settimane. Possibile che il governo non sappia nominare un commissario per la Calabria? Ci stiamo facendo ridere dietro da tutta Italia“. Come dicevamo, dal Pd a Italia Viva passando per il Movimento 5 Stelle c’è questa tentazione di promuovere un rimpasto a stretto giro. Ma vi è un fattore che rallenta il tutto: nessuno vuole fare il primo passo, nessuno vuole assumersi la responsabilità di dare vita a quello che gli italiani giudicherebbero come un mero gioco di palazzo.

Conte messo all’angolo

Non si placano le tensioni tra le forze giallorosse e non si vedono spiragli né per una pace definitiva né per una tregua momentanea. Si inizia infatti a puntare il dito contro l’avvocato, che avrebbe accentrato eccessivamente i suoi poteri coinvolgendo sempre meno i gruppi parlamentari. Italia Viva potrebbe tornare a porre ostacoli sui dossier e di conseguenza pretendere un ingresso di peso nello scacchiere del governo. Appare evidente che un tale livello di pretesa non può appartenere ai grillini, progressivamente indeboliti dalle lotte intestine. Se da una parte c’è chi ritiene indispensabile permettere nuovi ingressi a sostegno dell’esecutivo, dall’altro c’è chi inizia a pensare che si possa far a meno di Conte.

Le forti divisioni sul Mes potrebbero diventare la principale occasione per cogliere la palla al balzo e avviare il processo di rimpasto. La posizione contraria dei 5 Stelle verso il Meccanismo europeo di stabilità potrebbe mettere a rischio il voto previsto prima della partecipazione del premier al Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. Il via libera potrebbe arrivare solamente con il sì di Forza Italia, che potrebbe tendere la prima mano votando a favore del nuovo scostamento di bilancio.

L’entrata dei forzisti nella maggioranza – tra l’altro smentita dal leader Silvio Berlusconi – non andrebbe giù ai pentastellati. Così come non sarebbe digerita da un pezzo del Partito democratico. Ecco perché, come riporta La Repubblica, all’orizzonte ci sarebbe un’altra possibilità: un incidente parlamentare che costringa Conte al rimpasto, sostituendo i ministri considerati deboli con altre nuove figure ritenute di peso. Nell’ombra si continuerà a muovere Matteo Renzi, che a gennaio potrebbe far valere i suoi voti mettendo a repentaglio la stabilità del premier.


Fonte originale: Leggi ora la fonte