Impastato 42 anni dopo, il ricordo della politica e delle istituzioni

La notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nelle stesse ore in cui le Brigate Rosse si accingevano a mettere fine alla vita di Aldo Moro, una carica di tritolo devastava il corpo di Peppino Impastato, il cui resti furono trovati sui binaria di una ferrovia in Sicilia. Nato a Cinisi, a 30 chilometri da Palermo, da una famiglia mafiosa, ancora ragazzo Giuseppe Impastato (Peppino per parenti e amici) ruppe con il padre e avviò un’attività politico-culturale antimafiosa.

Nel 1965, a 17 anni – riporta il sito giornalistiuccisi.it –  fondò il giornalino L’Idea Socialista e condusse le lotte dei contadini, degli edili e dei disoccupati. Nel 1976 diede vita a Radio Aut, emittente libera autofinanziata con cui denunciò i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e della vicina Terrasini; il programma più seguito era Onda Pazza, trasmissione in cui ‘Peppino’ (con questo diminutivo viene oggi ricordato come un simbolo) sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candidò alle elezioni comunali nella lista di Democrazia Proletaria.

Quando morì aveva 30 anni. Dapprima si parlò di atto terroristico in cui l’attentatore era rimasto ucciso, poi di suicidio. Grazie anche all’attività del Centro Impastato venne infine individuata la matrice mafiosa del delitto.

“Non dimenticare significa anche non sottrarsi al dolore della memoria. Riconoscere di avere necessità di eroi significa aver coscienza di quanto ancora si debba fare. E studiare, perché se #PeppinoImpastato è oggi ricordato come uno dei pochi rivoluzionari italiani lo si deve alla sua volontà di capire, di analizzare, di studiare appunto”. Lo scrive con un post su Fb Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia.

“Peppino è per tanti, soprattutto giovani, simbolo di un impegno contro le mafie, la corruzione, le ingiustizie. Simbolo senza confini, vista la dimensione nazionale e internazionale assunta ormai dal crimine organizzato. La sua è però una memoria esigente, che non può fermarsi ai discorsi e alle celebrazioni retoriche. Tanto più che una delle grandi intuizioni di Impastato è stata usare l’arma della satira contro la mafia e contro la politica che con la mafia faceva e fa affari”, dice don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

“Oggi, nel Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale, rendiamo omaggio e ricordiamo i momenti più dolori della nostra storia, stringendoci intorno ai familiari delle vittime e continuando a lottare per avere giustizia e verità. Quarantadue anni fa, il 9 maggio 1978, furono uccisi Peppino Impastato e Aldo Moro, due pilastri del nostro tessuto democratico”, dice in una nota il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“9 maggio, una data da segnare col doppio cerchio sul calendario della memoria collettiva. 42 anni fa, dopo 55 lunghissimi giorni di prigionia, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, in via Caetani a Roma: la sua uccisione rappresentò l’azione simbolo dell’offensiva terroristica nei confronti dello Stato. Dal 2007 in questa giornata insieme a Moro ricordiamo tutte le vittime del terrorismo. Sempre il 9 maggio 1978 un altro corpo senza vita, quello di Giuseppe Impastato, a Cinisi. Vollero farlo passare come terrorista, ma Peppino era un giornalista che con ironia smascherava i traffici di boss e politici”, dice il senatore di Leu Pietro Grasso, ex procuratore di Palermo, su Facebook.

“La morte di Peppino Impastato ha segnato uno dei punti più tragici e perversi della permeabilità sino alla identificazione fra istituzioni pubbliche e private e mafia, che assumeva a volte anche il volto dello Stato.
Ricordare la sua morte ma soprattutto la sua vita, impegnato con le armi della cultura, dell’informazione e dell’ironia contro la violenza fisica e culturale della mafia, non è solo un modo per continuare a rendere un doveroso omaggio, ma è anche un modo per ricordare quanto quelle armi siano tutt’ora un grande strumento, unito alla repressione giudiziaria, per contrastare le mafie di ogni tipo”, dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.



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