Istat: Case Rifugio, in Italia 272 hanno accolto 1940 donne

(ANSA) – ROMA, 24 NOV – Le Case Rifugio per le donne
maltrattate attive nel 2018 in Italia sono 272, pari a 0,04 Case
per 10mila abitanti, in aumento rispetto alle 232 del 2017 ed
1.940 donne (il 62,1% è composto da straniere); tra queste 1.565
sono state accolte nel corso del 2018. L’offerta è maggiore al
Nord, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e, al
Centro, in Toscana. Sono i dati dell’Istat contenenuti nella
seconda edizione dell’indagine sulle Case Rifugio, effettuata
tra il 2019 e il 2020 e riferita alle attività svolte nel 2018
per la protezione delle donne sopravvissute alla violenza.
    Nel 2018, la metà delle donne che hanno lasciato la Casa
Rifugio (50,8%) ha concluso il percorso di uscita dalla violenza
e il 7,8% per conclusione del percorso di ospitalità, facendo
intravedere un esito positivo per circa 6 donne su 10. Al
contrario, a riprova delle molteplici difficoltà incontrate nel
percorso, il 21,8% delle ospiti ha lasciato la Casa Rifugio
perché ha abbandonato il percorso (9,8%) o perché è ritornata
dal maltrattante (12%). La percentuale di donne che sono uscite
dalle Case Rifugio per conclusione del percorso di uscita dalla
violenza è maggiore nelle Isole (68,8%) e nel Sud (57,9%) mentre
la quota di donne che hanno finito il periodo di ospitalità è
massima nel Nord-est (13,4%). Tuttavia è sempre al Sud che si
riscontra la più elevata percentuale di donne che hanno
abbandonato il percorso (19,1%) e al Nord-est che sono ritornate
dal maltrattante (16,9%). Quanto alle misure per garantire la
sicurezza delle donne ospiti – rileva l’Istat – non risultano
del tutto adeguate: l’86,9% delle Case è a indirizzo segreto, ma
il 5,9% di esse non ha previsto alcun sistema di sicurezza e
misure come la linea telefonica diretta con le forze di polizia,
il servizio di portineria, il servizio di sorveglianza notturna
(ANSA).
   


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