Juve, la settimana dei rientri. Pjanic si allena a Torino, gli altri studiano il ritorno. E per CR7 c’è un problema coronavirus…

A Madeira, dove Cristiano vive da un mese e mezzo, preoccupazione per un focolaio di Covid-19. Il bosniaco primo straniero a viaggiare verso l’Italia, in sette giorni dovrebbe toccare a Higuain, Khedira, Douglas Costa, Alex Sandro, Danilo, Szczesny e Rabiot

Da domenica a domenica. Da ieri, giorno del primo rientro in Italia, al 26 aprile, quando i giocatori della Juve dovrebbero essere tutti di nuovo a Torino. Il ritorno dei nove stranieri che hanno lasciato l’Italia tra marzo e aprile per vivere all’estero la quarantena è cominciato qualche ora fa: Miralem Pjanic, come previsto, è tornato a Torino. Una foto scattata in Lussemburgo, sulla pista di decollo, a due passi dalla scaletta dell’aereo che lo avrebbe riportato in Italia, ha ufficializzato il suo viaggio. Intorno alle 11.40 di questa mattina, Pjanic ha pubblicato un breve video mentre fa la cyclette, con la scritta “Vamoooos”: la localizzazione, Torino, è quella di sempre, della vita… normale.

Gli altri otto

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Gli stranieri della Juve all’estero ora sono otto: Ronaldo a Madeira, Higuain in Argentina, Khedira in Germania, Douglas Costa, Danilo e Alex Sandro in Brasile, Szczesny in Polonia, Rabiot in Francia. Il club non ha fatto comunicazioni ufficiali ma l’idea che prevale è quella di un ritorno in settimana, entro domenica, per restare qualche giorno in isolamento – un doppio tampone negativo potrebbe ridurre, forse dimezzare i tempi rispetto ai classici 14 giorni – e poi riprendere ad allenarsi.

L’allenamento

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Come? Con una vita completamente diversa rispetto al passato. I giocatori potrebbero restare al J Hotel, l’albergo della Juve alla Continassa, a pochi metri dal centro sportivo. Per ciascuno è a disposizione una camera singola. Da lì potrebbero spostarsi sul campo per allenarsi a gruppi, prima tappa della ripresa. Nell’attesa, i calciatori si allenano a casa, seguiti giornalmente da un uomo dello staff bianconero.

Il caso CR7

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Il caso più complesso è probabilmente Cristiano Ronaldo. Cristiano da un mese e mezzo vive a Madeira, nell’isola in cui è cresciuto, territorio portoghese nonostante sia più vicina alle coste africane. Madeira è stato a lungo un luogo tranquillo, poco colpito dal virus. Ieri però ci sono stati 19 nuovi casi, che si sono aggiunti ai 10 di sabato. In una cittadina di 18.000 abitanti, Câmara de Lobos, è stato scoperto un focolaio: le autorità stanno tentando di isolare il luogo il più possibile – non si può uscire o entrare, come in una zona rossa – ma la preoccupazione ovviamente aumenta. Al punto che la programmata riapertura di alcune attività a Madeira è stata rinviata. Ronaldo in questi giorni vive soprattutto a Caniçal, a 38 chilometri da Câmara de Lobos, ma è naturale che rifletta: presto o tardi, gli allenamenti nel suo vecchio stadio, quello in cui gioca il Nacional, torneranno un ricordo.



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