La Cei “assolve” il Natale in anticipo

I vescovi non scomunicano Boccia: pronti a collaborare per celebrare in sicurezza

Non c’è alcuna trattativa in corso tra il governo e la Cei sulla proposta di anticipare la messa di mezzanotte di Natale. «La questione dell’orario delle celebrazioni delle festività sarà discussa, nel quadro delle misure anti-contagio, il primo dicembre riferiscono al Giornale fonti dell’episcopato italiano solo dopo si potrà avviare un confronto con l’esecutivo e il comitato tecnico scientifico». E in effetti proprio il prossimo martedì si terrà una sessione straordinaria, in videoconferenza, del Consiglio Episcopale Permanente. Un’occasione creata ad hoc per riflettere sugli orientamenti pastorali in vista delle festività. «L’orario della messa la vigilia di Natale non è un problema proseguono alcuni vescovi anche il Papa celebra alle 21.30. Se servirà, potremo celebrare prima di mezzanotte, ma ne discuteremo il primo dicembre».

È stato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a proporre di anticipare la messa di Natale di qualche ora, per rispettare il coprifuoco. E ieri si sono rincorse le voci di diversi vescovi italiani che si sono detti d’accordo, perché dicono l’orario non è la questione principale. «L’importante è come si vive il Natale, e viverlo in sicurezza».

In serata è arrivata una nota della Cei per fare chiarezza sul punto. «La Conferenza Episcopale Italiana ha sottolineato il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, Vincenzo Corrado – avrà modo nei suoi organismi istituzionali di monitorare la situazione epidemiologica e confrontarsi sulle modalità di celebrare i riti natalizi in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme, come finora avvenuto. È desiderio della Conferenza Episcopale Italiana continuare la valida collaborazione, in ascolto reciproco, con la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero degli Interni e il Comitato tecnico-scientifico».

Un segno di distensione e di dialogo che la Cei offre al governo dopo la prima ondata, a marzo scorso, quando l’esecutivo decise la chiusura delle chiese. Una scelta che i vescovi italiani non presero affatto bene. Successivamente il dialogo era ripartito e ora, in vista delle festività, i presuli si preparano a decidere l’orientamento pastorale che possa andare incontro alle misure anti-Covid. Ma in primis all’interno della Cei. «Per tutto questo periodo dice l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro all’Adnkronos – abbiamo celebrato in presenza, rispettando tutte le norme anti contagio. A suo tempo c’è stato un accordo con il governo e il Cts e lo abbiamo mantenuto, garantendo la sicurezza di tutti. Ora tocca ai vescovi indicare come procedere. Le regole già ci sono. Non è questione di negoziare sull’orario, basta che siano mantenute le garanzie di un momento celebrativo degno».

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