La Lombardia scatta: “Faremo ogni giorno 15mila iniezioni”. Salvini molla Gallera

Fin da oggi 6-10mila dosi. La Lega si dissocia dall’assessore: frasi fuori luogo

Da oggi si fa sul serio. Dopo un fine settimana di critiche scatta in questo primo lunedì del 2021 la corsa della Lombardia verso la vaccinazione di massa. Si parte subito, da oggi, con 6-10mila dosi al giorno, e già dalla prossima settimana saranno incrementate fino ad arrivare a punte di 15mila. Il tutto, come previsto.

Finora, in pratica, la campagna vaccinale nella regione più grande e più colpita dal Covid era partita solo simbolicamente. E questo si è tradotto in un risultato parziale che, confrontato con altre, risultava piuttosto scarso. Il dato che anche ieri compariva sul sito del ministero attestava 2.416 dosi somministrate in Lombardia sulle 80.595 consegnate (il 3%). Ma l’avvio della campagna era già programmato dal 4 gennaio. A Palazzo Lombardia, dunque, c’è sì irritazione per le critiche politiche, ma non preoccupazione sui risultati finali. «Chi utilizza delle graduatorie riferite a tre giorni, di cui uno festivo, per continuare a cavalcare polemiche pretestuose – ha detto l’assessore Giulio Gallera – dimostra assenza di responsabilità istituzionale e politica».

La campagna «vera» parte oggi per una scelta «ponderata» e «motivata». «Nei giorni delle festività – ha detto l’assessore – parte del personale ha goduto di un sacrosanto riposo». Da febbraio in effetti la Lombardia non ha mai tirato il fiato. La Lega ieri ha fatto filtrare una presa di distanze dalle dichiarazioni dell’assessore («non condivise, non rappresentano il pensiero della Regione») ma nello stesso tempo ha precisato che «non possono comunque essere strumentalizzate dal governo Conte per accusare la Lombardia di ritardi nella campagna vaccinale».

Ora accelera di nuovo e sui «ritmi» si ostenta tranquillità. Per i giorni di avvio l’assessorato si aspetta 6mila dosi, ma a regime la capacità sarà pari di 10mila. Dalla prossima settimana poi si aggiungeranno le somministrazioni al personale delle Rsa: 13-15mila dosi in più a settimana. Numeri che per la Regione consentono di raggiungere l’obiettivo di una popolazione sanitaria «covid free» nei tempi stabiliti. «La previsione di completamento compreso il richiamo entro la fine di febbraio – si dice in assessorato – è quindi rispettata».

Acqua sul fuoco quindi, anche se servono altre due consegne di dosi e non mancano carenze. Giacomo Lucchini, responsabile regionale del piano vaccinale, ha spiegato che attende dalla struttura commissariale governativa la forniture di siringhe e diluenti. C’è poi l’incognita del personale, non solo per le ferie arretrate. Come è noto la Lombardia negli anni scorsi non ha potuto assumere per i vincoli normativi. «Temo che al di là delle ferie manchi il personale», suggerisce Gianluigi Spata, presidente della Fromceo, la Federazione regionale medici. Intanto l’Asst di Bergamo Ovest ha anticipato a ieri le vaccinazioni, con una sessantina di professionisti vaccinati. E lo stesso potrebbero fare altre. L’impressione è che la possente macchina lombarda a volte sembri peccare in «reattività» – è successo anche coi tamponi eseguiti – ma quando poi viaggia a pieni giri, recupera.


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