La mafia ha 500 miliardi, lo Stato neppure 8

La ‘ndrangheta è in grado di riciclare 500 miliardi facendoli saltare da un conto in Germania a una banca malese o in Tagikistan

La ‘ndrangheta è in grado di riciclare 500 miliardi facendoli saltare da un conto in Germania a una banca malese o in Tagikistan, triangolandosi con la Danimarca, Dubai o Kabul, Cipro e Malta attraverso Iban «protetti», senza beneficiario, da liquidare al portatore come i vecchi libretti postali. Dietro il vorticoso giro di denaro secondo i pm c’è un uomo al soldo della ‘ndrangheta che riciclava i proventi del narcotraffico e degli affari sporchi dei boss attraverso delle chiavette Usb, schiacciando qualche bottone e facendo un paio di telefonate. Roberto Recordare da Palmi, provincia di Reggio Calabria, secondo le carte della Dda è una delle (tante?) pedine per far emergere nei circuiti legali i capitali illeciti. E con questi soldi acquistare negozi, attività commerciali, alberghi o case – anche a prezzi più alti, fuori mercato – pur di farli diventare lavatrici del narcotraffico e «drogare» l’economia. Si chiama Prodotto interno sporco. Gli inquirenti sono arrivati a lui grazie al solito trojan nel telefonino. Una volta a Fiumicino, per non essere pizzicato con una serie di bond cartacei da 100 miliardi, se ne sarebbe (temporaneamente) disfatto gettando i documenti in un cestino, come in un film di spionaggio. Dove le anime nere dai boschi della Calabria danno del tu ai narcotrafficanti colombiani, ai trader dei paradisi fiscali e ai dirigenti corrotti di banche non sempre inconsapevoli, usano i pizzini e le criptovalute poi pagano hacker e cyberspie per cancellare le tracce. L’altro giorno grazie al centrodestra sono spuntati 8 miliardi di scostamento dal bilancio pubblico per compensare la tregua fiscale e ristorare chi ha chiuso causa pandemia. Recordare (oltre al bond da 100 miliardi) aveva smacchiato altri 36 miliardi, cash. Il crimine non paga, ricicla. Scostati, Stato…


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