La nuova era del Salone del Libro: dal 14 al 17 maggio gli scrittori sono online

TORINO – Il Salone del Libro c’è, e ritorna. Sbarca dal 14 al 17 maggio sul pianeta digitale, quel luogo che l’emergenza legata al virus ha reso centrale nelle vite di quasi tutti noi. Non a caso, i quattro giorni del Salone mai visto hanno come titolo “Altre forme di vita”, dopo 32 anni di presenza fisica al Lingotto. Dove prima o poi si tornerà. Non è un ripiego, ma una ripartenza sulle varie piattaforme del Salone: Facebook, Instagram e Twitter. E i nostri lettori potranno seguire tutto in diretta streaming sul sito di Repubblica.

“Abbiamo avuto un sogno: capire cosa sta accadendo e che futuro avremo”, dice Nicola Lagioia, che del Salone è il direttore. “Lo dedicheremo alle vittime del virus, ai loro parenti, ai medici e ai paramedici protagonisti in questi mesi dolorosi”. E quel sogno ha preso rapidamente forma: una settimana è bastata per contattare le menti migliori di diverse generazioni e accoglierle in “live streaming” per parlare di libri, scienza, storia, musica, cinema e del tempo che ci attende. Il segnale, molto forte, sa di speranza e arriva da una grande città-laboratorio, quella Torino che ha sempre le antenne ben dritte sul domani: un domani che il Covid 19 ha fatto iniziare adesso.

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La risposta del mondo della cultura a questo Salone digitale è stata impressionante. I quattro giorni cominceranno con una lezione dello storico Alessandro Barbero in diretta dalla Mole Antonelliana, il 14 maggio e poi, nella successione dei giorni, avremo tra gli altri Samantha Cristoforetti e Paolo Cognetti, Salman Rushdie e Javier Cercas, Roberto Saviano e Paolo Rumiz, Jared Diamond e Ocean Vuong, Amitav Ghosh e Annie Ernaux, Vinicio Capossela e Valeria Parrella, Paolo Giordano e Alessandro Baricco, Jovanotti e Saviano, Enzo Bianchi e Zerocalcare, Roberto Calasso e Linus. In diretta streaming, e poi sul sito “salonelibro.it” dove sarà possibile rivedere e riascoltare tutto.

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Su diversi piani di lettura, proposta e ascolto, il Salone declinerà queste “altre forme di vita” in un flusso che sarà largamente proposto anche da Rai Radio3 con finestre interattive, perché questo è il presente che sta prendendo forma e offre nuove opportunità. In attesa che l’autunno, com’è nella speranza di ognuno, possa riportare fisicamente il Salone del Libro al Lingotto. Ma se non sarà subito possibile, l’esperimento digitale della prossima settimana avrà una riproposizione ancora maggiore, e indicherà la strada a lettori, autori, editori e intellettuale. Perché non c’è virus che possa fermare la cultura, e tantomeno un futuro che è già qui tra noi.

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