“La sposa bambina di Montanelli? Tutto inventato”

Spunta un testimone: falsa la storia delle nozze del giornalista con la giovane eritrea nel ’35

E proprio ora che la polemica si era placata se ne esce uno che dice che la sposa bambina che Indro Alessandro Raffaello Schizògene Montanelli da Fucecchio ha raccontato per tutta la vita, era completamente inventata. A pochi giorni dal 19esimo anniversario dalla morte del giornalista toscano un certo Roberto Malpeli, italo-eritreo di 67 anni, che vive a Parma, si è fatto intervistare da Tpi.it, per ribaltare completamente la storia. Un po’ fuori tempo massimo e dopo che questa vicenda è venuta fuori in tutte le salse, scatenando anche scontri cruenti, racconta che la storia di Destà, la sposa ragazzina, era completamente fasulla.

Prima di tutto Segeneiti, 65 chilometri da Asmara, il villaggio eritreo dove si trovava di stanza il sottotenente Montanelli, dove avrebbe preso in sposa una ragazzina di dodici anni di nome Destà, nel 1935 era un paesotto di non più di duemila abitanti, dove si conoscevano tutti. «Esisteva una famiglia Destà, è vero, ma era la famiglia di mio nonno dice Malpeli che mostra i documenti anagrafici – che peraltro era anche il sacerdote cristiano della comunità, una delle figure di spicco a Segeneiti. Mia madre, Lettemicael Destà, è nata il 20 marzo del 1923. Se la Destà di cui parla Montanelli fosse veramente esistita, sarebbe stata sua coetanea. Non vi erano altre famiglie con lo stesso nome».

Destà, che poteva essere sia un nome proprio che un cognome, si è sposata dopo la guerra, è venuta in Italia nel 1970 ed è morta pochi anni fa. «Ogni volta che Montanelli, in tv, raccontava quella storia, lei dava in escandescenze dice Malpeli -. Quella Destà non è mai esistita, non a Segeneiti, perlomeno. Sarebbe stata una sua compagna di giochi, avrebbe dovuto conoscerla per forza». Poi Montanelli raccontava che, dopo il suo rientro in Italia, Destà sposò un sottufficiale ascaro, tale Gheremedin. I due si stabilirono a Segeneiti e battezzarono il loro primogenito col nome di Indro, in onore del giornalista. Lo stesso Montanelli, passando per Segeneiti nel 1952, durante un viaggio in Eritrea, avrebbe fatto visita alla famiglia. «Non ci sono mai stati Indro a Segeneiti. Montanelli si è costruito un bel romanzo. Può anche darsi che abbia avuto una relazione con una giovane eritrea, in quegli anni. Ma di certo non con una ragazzina di nome Destà nata a Segeneiti». Malpeli appella Montanelli come un «colonialista bugiardo» se non altro per quell’espressione «bestiolina docile» utilizzata per descrivere Destà. «Mia madre rabbrividiva quando riascoltava quelle parole». È verosimile tutto ciò, in quanto Montanelli si divertiva ad inventarsi storie che nessuno avrebbe potuto smentire. Meno che questa. Di tutti i racconti il più bizzarro fu quello dell’intervista a Hitler. Una frottola ripetuta da Indro talmente tante volte, che finì per credervi lui stesso. Ma le balle di Montanelli non fecero mai di lui un bugiardo. Fu «solo un giornalista», com’egli si definiva. Il più grande, però.


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