La sterzata del Colle su Conte. Critiche sulle “multe selvagge”

Il Quirinale mette nel mirino il nuovo testo del Codice Stradale varato dal premier con il dl Semplificazioni: “Non è inerente alla materia del decreto”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, boccia in modo sonoro la “furbata” del governo Conte: inserire nel dl Semplificazioni una massiccia riforma del codice della strada. Il Colle non usa giri di parole e in una lettere inviata ai presidenti di Senato e Camera e al presidente del Consiglio, dopo aver promulgato la legge, sottolinea tutte le perplessità sul blitz nel testo da parte del governo: “Il testo a me presentato, con le modifiche apportate in sede parlamentare, contiene tuttavia diverse disposizioni, tra cui segnatamente quelle contenute all’articolo 49, recante la modifica di quindici articoli del Codice della strada, che non risultano riconducibili alle finalità di agevolare gli investimenti e la realizzazione delle infrastrutture attraverso una serie di semplificazioni procedurali, nonchè di introdurre una serie di misure di semplificazione in materia di amministrazione digitale, responsabilità del personale delle amministrazioni, attività imprenditoriale, ambiente ed economia verde, al fine di fronteggiare le ricadute economiche conseguenti all’emergenza epidemiologica da Covid-19“.

Le parole del presidente della Repubblica sono fin troppo chiare. La seconda parte della lettera di Mattarella è ancora più decisa e smaschera il “trucchetto” (rivelato dal Giornale.it) usato da Conte per far fare cassa ai Comuni con i “vigili bancomat”: “Attraverso un solo emendamento approvato dalla Commissione di merito al Senato in prima lettura, si è intervenuti in modo rilevante su una disciplina, la circolazione stradale, che, tra l’altro, ha immediati riflessi sulla vita quotidiana delle persone – sottolinea il capo dello Stato -. L’emendamento è stato quindi trasfuso nel più ampio emendamento interamente sostitutivo dell’articolo unico del provvedimento, testo sul quale il Governo, sia al Senato che alla Camera, ha posto la questione di fiducia. Ho proceduto alla promulgazione soprattutto in considerazione della rilevanza del provvedimento nella difficile congiuntura economica e sociale. Invito tuttavia il Governo a vigilare affinchè nel corso dell’esame parlamentare dei decreti legge non vengano inserite norme palesemente eterogenee rispetto all’oggetto e alle finalità dei provvedimenti d’urgenza – conclude il capo dello Stato -. Rappresento altresì al Parlamento l’esigenza di operare in modo che l’attività emendativa si svolga in piena coerenza con i limiti di contenuto derivanti dal dettato costituzionale“. Insomma gli autovelox nelle strade di quartiere come l’inasprimento delle multe per il divieto di sosta non hanno nulla a che vedere con il testo del dl Semplificazioni. Una sonora bocciatura (l’ennesima) per Giuseppi.


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