La svolta di Uber, ci sposteremo su due ruote (elettriche)

Il futuro della mobilità a questo punto diventa un rebus. Lasciamo da parte per un istante gli scenari più estremi, tipo le auto che si guidano da sole e le auto volanti. Arriveranno, prima o poi. Probabilmente poi. Adesso il vero dilemma è: due ruote o quattro? E’ un dilemma antico ma rinnovato dal coronavirus. Il distanziamento fisico (smettiamo di chiamarlo sociale) impone una forte riduzione del carico di passeggeri sui mezzi pubblici: autobus, metro, treni pendolari. Nel Regno Unito hanno calcolato che la riduzione sarà addirittura del 90 per cento: se devi mantenere un metro sempre attorno a ciascun passeggero, nove su dieci non ci entreranno.

Che faranno gli esclusi? Prenderanno tutti l’auto privata? Sarebbe un disastro per il traffico e per la qualità dell’aria. Oppure no. Oppure è arrivato finalmente il momento di incoraggiare davvero le due ruote: bici, scooter elettrici e monopattini. Come ha fatto per esempio la città di Milano presentando un piano di nuove piste ciclabili diffuse da 35 chilometri entro l’estate, elogiato pubblicamente da Greta Thunberg. Qui le iniziative più rilevanti delle principali città del mondo, che spiegano perché nel Regno Unito le vendite di biciclette durante il lockdown sarebbero addiritttura quintuplicate.

Su questo scenario scommette forte Uber. La società che ha inventato il servizio globale di auto nere alternativo ai taxi è stata colpita di brutto dalla pandemia e ha annunciato misure drastiche: 3700 dipendenti licenziati mentre l’amministratore delegato fino alla fine dell’anno non percepirà lo stipendio. Ma chiudersi nel fortino dei tagli non basta a sopravvivere: per questo Uber – assieme ad Alphabet (la società capofila di Google) e Bain Capital – ha investito 170 milioni di dollari in Lime, la startup dei monopattini.

Lime ha una bella storia: fondata a San Francisco tre anni fa da due investitori di un fondo cinese, si è rapidamente espansa il tutto il mondo (opera in 120 città di 30 Paesi) dividendosi il mercato soprattutto con un’altra startup, Bird. Offre tramite app un servizio di scooter, bici e monopattini elettrici. Nonostante la crescita continua, il 2019 dal punto di vista dei conti non si era chiuso benissimo e già a gennaio aveva licenziato un centinaio di persone chiudendo mezza dozzina di città. Poi è arrivato il lockdown e la valutazione della società è crollata. L’investimento di Uber la valuta 510 milioni di dollari, quasi la metà di un anno fa.

Ma quello che conta è il senso di marcia: i trasporti su due ruote ed elettrici cresceranno. Intanto, subito, Lime acquisisce Jump, la divisione di bici elettriche di Uber, per mettere in una unica app tutti i servizi alternativi all’auto privata. Si chiama micro mobilità e non si può non sperare che abbia successo.   


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