La terremotata affronta Conte. Lui (in imbarazzo) reagisce così

Il presidente del Consiglio è stato accolto da un gruppo di cittadini disperati, desiderosi di ricevere risposte. Il dolore di una donna: “Siamo amareggiati. Quattro commissari per la ricostruzione e promesse. Io ho perso mio marito, si è impiccato”.

In visita ad Amatrice, una delle zone maggiormente colpite dal terribile terremoto avvenuto nel 2016, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è trovato a fronteggiare la rabbia di alcuni cittadini. Oggi sono trascorsi 4 anni dalla tragedia che ha colpito diverse zone del centro-Italia, causando 299 morti e gravissimi danni, ed il premier ha raggiunto il comune di Amatrice per partecipare alla cerimonia di commemorazione delle vittime. Entrato nel campo sportivo della cittadina dove il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, si accingeva a celebrare la santa messa, il premier ha tuttavia trovato ad attenderlo un gruppo di cittadini che indossavano una t-shirt con la scritta:“Presidente Conte vogliamo parlare con te”. Mentre le telecamere riprendevano tutto, il presidente si è fermato ad ascoltarli ed ha dovuto affrontare la furia di una donna, che ha raccontato il dramma subito dalla propria famiglia.

Rispettate il nostro dolore, vogliamo concretezza. Siamo stanchi delle promesse, siamo stanchi. Capito?“, ha detto la signora, mentre il sindaco di Amatrice Antonio Fontanella, subito accorso in aiuto del premier, tentava di placarla, ricordandole quanto fatto fino ad ora dal governo. “Dobbiamo anche ringraziare il presidente che ha ascoltato le proposte dei comuni”, ha dichiarato il primo cittadino, mentre Conte restava in silenzio. La donna, tuttavia, ha proseguito con il suo sfogo: “Caro sindaco, io ho lasciato la mia terra”. “Potrai tornare”, ha ribattuto il primo cittadino. “Non posso tornare, perché io ho perso mio marito. Siamo stanchi. Io voglio delle risposte dal presidente. Voglio parlare con il presidente a tu per tu. Anche a casa mia”, ha continuato la donna, disperata. “Verrò a trovarla a casa sua”, ha quindi risposto il premier, promettendo di raggiungerla dopo la cerimonia. “Dopo vengo a casa sua e parliamo. Non voglio interrompere la cerimonia. Capisco le sue posizioni e la sua insoddisfazione”.

“Ho perso il marito”, ha ripetuto la signora. “Mi si è ucciso. Mi si è impiccato dentro casa, sono stata io a trovarlo quella notte e ho lasciato la mia terra. Mia figlia è lontana.Voglio tornare per la mia gente, lottare per la mia terra. Siamo amareggiati. Quattro commissari per la ricostruzioni. Promesse”.

“Però signora ne parleremo dopo”, ha quindi detto il presidente Conte. “A casa sua”.

“Va bene, sono a sua disposizione. Basta avere delle risposte“, ha quindi acconsentito la cittadina.

Al termine della celebrazione, il presidente del Consiglio ha poi commentato quanto accaduto. “I cittadini di Amatrice hanno perfettamente ragione. Noi siamo qui per ascoltare e fare sempre meglio, dobbiamo agire nella migliore tutela delle comunità locali”, ha dichiarato, come riportato da “Rainews”. “È una corsa contro il tempo perché c’è il rischio di spopolamento per le aree interne del Paese. Il Recovery Fund e le risorse europee daranno un contributo, integrando quelle già stanziate. C’è un nuovo clima di operosità e fiducia: ora procederemo più speditamente. I decreti e le ordinanze del nuovo commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, hanno delineato il quadro per accelerare la ricostruzione del centro storico. Con le norme precedenti era impossibile farlo, abbiamo fatto uno sforzo normativo perché abbiamo capito che andava modificata la normativa vigente”.


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