L’attivismo di Salvini: incontro con i sindacati. Fi: “Un bene per tutti”

Il centrodestra accelera la partita Comunali: in settimana nuovo vertice fra i tre leader

Nuova settimana, nuovo vertice del centrodestra, anche, se non soprattutto, per sciogliere il nodo delle amministrative a Milano, Roma, Bologna, Napoli, Torino, oltre che delle elezioni regionali in Calabria, diventate indispensabili dopo l’improvvisa morte di Jole Santelli il 15 ottobre scorso. Sullo sfondo la proposta della federazione lanciata dal segretario della Lega, Matteo Salvini, sui cui tempi e modi si discuterà a lungo, dopo lo stop alla versione simile a una fusione deciso da Silvio Berlusconi e confermato da Giorgia Meloni.

L’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere della sera sembra indicare che la formula dell’alleanza che salvaguarda l’identità dei singoli partiti funziona. La Lega si conferma primo partito con il recupero di un punto (25,5), anche ai danni di Fratelli d’Italia che perde lo 0,4 ma comunque supera M5S (15,9) e può contare sul gradimento della leader, Giorgia Meloni, al 36, il più alto in assoluto. Forza Italia raggiunge la soglia psicologica e non solo dell’8 per cento, con il gradimento di Berlusconi al 25, tanto da far dire a Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd e ideologo del trasversalismo del segretario Nicola Zingaretti che «una nuova centralità di Silvio Berlusconi nel centrodestra sarebbe una bella notizia».

Il leader della Lega, nel frattempo, è deciso a continuare nella strategia del dialogo, non solo nelle formule politiche ma anche nelle relazioni istituzionali, in particolare economiche. Se Forza Italia tutela in modo speciale gli interessi di lavoratori autonomi, professionisti e partite Iva e Fdi penetra con più facilità tra gli statali, Salvini nelle ultime settimane si è concentrato sul lavoro dipendente e sulle Pmi. Adesso cerca persino di muoversi da leader sindacale.

La settimana scorsa ha incontrato Confindustria, poi ha trattato anche con Amazon, il colosso di vendite on line odiato dalla base della Lega perché fa concorrenza ai negozi fisici, soprattutto in tempi di lockdown. Ieri è stata la volta dei sindacati, con i quali si è discusso anche dello strapotere delle multinazionali, dovuto a vuoti normativi che penalizzano (se non uccidono) la concorrenza italiana. Un protagonismo, quello di Salvini, che non sembra inquietare Forza Italia. «Più persone incontra e meglio è per la coalizione» fanno sapere da ambienti vicini al presidente azzurro.

In ogni caso fa effetto leggere il titolo di una nota della Lega che recita «Manovra, più di un’ora e mezza di confronto tra la Lega e i sindacati», e valutare il lungo elenco di tematiche condivise con i confederali, tanto più che a chiedere l’incontro sono stati i vertici dei sindacati, Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e PierPaolo Bombardieri (Uil). Già in passato la Lega aveva sostenuto le posizioni del Gilda insegnanti e così è tornata la richiesta di riempire le 30mila cattedre ancora vuote nelle scuole.

Ma il tema dell’occupazione è ben più ampio: secondo dati della stessa Confindustria, in primavera (ovvero dopo l’eventuale sblocco dei licenziamenti) rischieranno di perdere il lavoro un milione di persone, senza considerare che già adesso vivono situazioni drammatiche 500mila persone a cui il contratto non è stato rinnovato.

Inoltre, Salvini e sindacati concordano sulla necessità di «sbloccare i cantieri delle grandi opere», il grande problema dei 5stelle, ancora in grado di bloccare l’azione del governo. Secondo i calcoli dei sindacati, le grandi opere significano 100 miliardi già utilizzabili, per i quali però non sono stati nominati i commissari.


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