Le Sardine ora sono disperate. E trasformano Santori in guru

L’ampolloso spot delle Sardine, che ruota attorno al curriculum di Santori, lascia presagire un prossimo ritorno nel mare della politica

Dopo qualche mese trascorso a nuotare nel dimenticatoio, le sardine cercano di riprendere la via del mare aperto, e lo fanno con uno spot stucchevole costruito attorno alla figura di Mattia Santori, l’“eterno ragazzo che crede di poter cambiare il mondo”. La citazione arriva direttamente dalla pagina Facebook “6000 sardine”, nella quale viene caricato un dettagliato curriculum del leader dei pesciolini furiosi, necessario anche per ritrovare la visibilità perduta.

“Chi è Mattia Santori, portavoce nazionale delle sardine?”, questa la domanda con cui si apre il lungo e melenso testo sul social. “Per mesi lo hanno insultato, deriso, odiato, amato. Alcuni gli hanno augurato la morte, altri lo hanno snobbato, altri lo hanno minacciato, altri ancora, invece, sono scesi con lui in Piazza per inseguire un grande sogno”.

Un ragazzo ribelle fin da subito, dato che “a 14 anni decide di “fare di testa sua” e, contro i consigli delle insegnanti che lo volevano al liceo scientifico, sceglie l’istituto alberghiero di Castel San Pietro”. Ma la scintilla col mondo della cucina non scocca, e Santori si dedica ai libri: “Prima una Laurea triennale in Scienze Politiche, poi una magistrale in “Economia e Diritto” conclusa ottenendo il massimo dei voti”. Senza dimenticare le sue passioni, lo sport e i bambini, con questi ultimi in particolare che permettono di aprire una parentesi per strizzare l’occhio anche al mondo della Chiesa, dato che si tratta di un rapporto speciale “che nasce dai tempi della parrocchia che è stata la sua seconda casa fino alla partenza per l’Erasmus”.

E qui Santori si trasforma in Odisseo, con “vere e proprie ‘emigrazioni‘ in altri paesi”. Non si limita alla conoscenza dei paesaggi, ma la propaganda ittica lo definisce letteralmente forgiato dal “welfare francese, la solidarietà greca negli anni della crisi, il lato oscuro del regime venezuelano di Chávez”. Il ritorno a Bologna non gli impedisce tuttavia di “viaggiare con la mente”, perchè dopotutto, si ricorda su Facebook, si tratta di “Un sognatore, un vulcano di idee ed emozioni, di visioni, di prospettive. Una persona estremamente sensibile e coriacea al tempo stesso, che empatizza le sofferenze altrui ma che si batte fino allo stremo per una giusta causa. Un trascinatore che ama coinvolgere ed essere coinvolto, un eterno ragazzo che crede di poter cambiare il mondo partendo da un cambiamento interiore”.

Il peso della leadership dei pesciolini furiosi inizia tuttavia a consumarlo dall’interno. “Da mesi vive il peso di una responsabilità enorme. Tante persone credono in lui e nelle Sardine. Tante persone si aspettano tanto da lui e la sensazione di non fare mai abbastanza lo divora”. Ma Santori non si dà per vinto, nonostante le difficoltà e gli errori: “Nonostante i suoi occhi stanchi, capisci al volo che Mattia è profondamente innamorato di quello che sono le Sardine e di quello che potrebbero diventare”.

La propaganda si conclude con un discorso programmatico che prelude al rilancio dei pesciolini nel mare della politica: “Noi siamo portatori di un sentimento alternativo che non si è affatto esaurito, che crede nella prossimità della politica, ma che può vivere solo se portato avanti da una collettività. Le Sardine sono state un grande esame di coscienza collettivo, ora bisogna metterci la faccia. Noi ce l’abbiamo già messa, vediamo se al prossimo invito qualcuno ci farà compagnia”.


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