L’ennesima giravolta grillina: ?”L’Europa adesso è cambiata”

Di Maio esulta dopo il vertice Ue: “Abbiamo sempre creduto in questa nuova Europa”. Ma nel 2015 criticò la Grecia: “Noi saremmo usciti dall’Euro”

Le giravolte del Movimento 5 Stelle non sono certamente una novità: i grillini ogni giorno riescono nell’impresa di fornire innumerevoli occasioni per smascherare le loro bugie rispetto a quanto promesso negli anni precedenti. È evidente che dai palchi e dai social sono stati lanciati slogan con il solo intento di racimolare qualche consenso in più, ma alla prova di governo moltissime battaglie sono state del tutto abbandonate. Tra queste anche quella contro l’Europa: i pentastellati si sono da sempre schierati come nemici dell’Ue, utilizzando toni fortissimi nei confronti anche di chi credeva in quella che dovrebbe essere un’integrazione pacifica di popoli e nazioni che per secoli si sono combattuti.

Va ricordata la sfuriata di Luigi Di Maio nel 2015, che commentò senza mezzi termini l’accordo raggiunto dall’Eurogruppo sulla crisi greca: “Tsipras ha tradito il referendum e la democrazia. La Grecia era ad un passo dalla sua libertà, dopo il referendum doveva solo tenere duro ai tavoli europei, purtroppo però è mancato l’attaccante per andare a rete“. Dopo ben 17 ore di negoziato, i capi di Stato e di governo dell’Eurozona riuscirono a raggiungere un compromesso per poter avviare il negoziato su un terzo programma di aiuti alla Grecia. L’attuale ministro degli Esteri accusò Tsipras di aver svenduto la Grecia e di essersi piegato ai poteri forti: “Aveva un potere contrattuale enorme dopo il referendum: il popolo greco dice no a queste misure, ne proponiamo altre, come la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, tasse sui ricchissimi“.

La giravolta del M5S

Ma, nello specifico, cosa avrebbe fatto il M5S? “Noi avremmo contrattato fino alla fine forti del risultato delle urne, aveva lo stesso potere contrattuale che vorremmo avere noi proponendo il referendum sull’Euro, per poter dire cari Paesi del Nord o accettate le condizioni richieste dai cittadini o usciamo, sapendo che nessun paese vorrebbe la Grecia come l’Italia fuori dall’Euro“. Parole al veleno arrivarano anche da Alessandro Di Battista: “Doveva avere un piano B, ha fatto al figura del dilettante“. E non mancarono neanche quelle di Beppe Grillo: “Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande“.

La domanda sorge spontantea: i pentastellati, alla guida del Paese da ormai 2 anni, avranno mantenuto i toni aspri nei confronti dell’Europa? Avranno basato le loro azioni di governo contro l’Ue? Macché! Ora improvvisamente si sono scoperti fautori di una Europa nuova, buona, solidale e amica. Chi sa che fine avranno fatto quelle parole intransigenti, severe e rigorose di Di Maio. Sì, proprio lo stesso Di Maio che – alla luce dell’accordo trovato sul Recovery Fund – esulta e smentisce se stesso: “Oggi l’Europa ha dimostrato di essere cambiata, di pensare all’interesse comune di tutti gli Stati membri e abbiamo fatto bene a credere in questo cambiamento fin dall’inizio, sostenendo questa Europa con il voto ad Ursula Von der Leyen di un anno fa. A dimostrazione che può esserci un’Europa diversa“. Dopo aver tradito gli elettori su Tav, Tap ed Europa (giusto per citarne 3), quale sarà la prossima giravolta?


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