L’eterno confinamento

Nessun negazionismo, nessuna sottovalutazione, nessuna rivoluzione contro le regole del distanziamento sociale. Tutti con l’amuchina e con le mascherine, anche con il ridicolo degli orari variabili.

Nessun negazionismo, nessuna sottovalutazione, nessuna rivoluzione contro le regole del distanziamento sociale. Tutti con l’amuchina e con le mascherine, anche con il ridicolo degli orari variabili. Però bisogna essere chiari, non basta un focolaio alla Maddalena, in Sardegna, non bastano alcuni positivi al Covid al rientro dalle vacanze all’estero, per bombardare mediaticamente gli italiani. I virologi consulenti dei politici al governo, in apnea mediatica per il Ferragosto e molti programmi tv chiusi, sono tornati in cattedra e con il volto corrucciato da novelli Savanarola, ci annunciano un autunno di sofferenza. L’economia non si riprende, l’industria delle discoteche e degli eventi brucia 5 miliardi? E chi se ne frega, tanto nel secondo semestre del 2021 arrivano i soldi del Recovery Fund. Sempre ammesso che non si facciano decine di commissioni adibite più che a spenderli a mantenere se stesse, da qui ad allora chi dà da mangiare ai figli di quelli che stanno perdendo o hanno già perso il lavoro? Non sarà un povero simpatico, ma sulle discoteche sto con Briatore. E se chiudiamo i locali da ballo allora chiudiamo anche le frontiere visto che, al di là di scemenze razziste, molti degli immigrati che arrivano hanno il Covid e fuggono che è una bellezza. Almeno i turisti in quarantena aspettano con civiltà. Insomma bisogna essere seri con gli italiani, il virus c’è ancora e va combattuto ma non confondiamo singoli episodi con la drammatica emergenza nazionale di marzo. Lo dicono i numeri e gli esperti non ideologizzati. E anche voi, cari colleghi giornalisti, non favorite piccoli giochi sottobanco per spostare, forse, le elezioni di settembre ma soprattutto per coprire un fatto molto serio: il governo non è pronto per aprire le scuole il 14 settembre. Troppo poco il tempo, troppi i problemi da risolvere. Se poi Arcuri, in difetto da spiaggia da annuncite, ha detto che ci saranno 11 milioni di mascherine a disposizione, allora possiamo non stare tranquilli. Faremmo un danno grave non solo al diritto all’istruzione, ma alla salute mentale e culturale dei nostri ragazzi. Siccome vedo scomparsi dalla grammatica del mainstream sia i verbali del lockdown, sia lo scandalo bonus, stringiamoci forte alla nostra democrazia e diciamo no ad altre inutili confinamenti, reali o psicologici.

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