Liga, prove di ripresa: Messi con mascherina e guanti al campo

MADRID – L’obiettivo è tornare a giocare entro il 28 giugno. Sono cominciate questa mattina le visite mediche per i giocatori del Barcellona, dell’Atletico Madrid e del Real Madrid che, prima di tornare ad allenarsi nelle strutture dei rispettivi club, dovranno sottoporsi al test del Covid 19, misura necessaria per pianificare la ripresa degli allenamenti di squadra.

Barcellona, Messi con la mascherina

L’immagine più forte del ritorno in campo del Barcellona è stata quella di Lionel Messi con addosso mascherina e guanti. E’ stato Sergi Roberto il primo giocatore blaugrana a varcare questa mattina poco dopo le 9 i cancelli del centro sportivo ‘Joan Gamper’. Dopo il nazionale spagnolo è stata la volta di Ivan Rakitic seguito da Clement Lenglet e Marc André Ter Stegen. I primi giocatori convocati dal club sono rimasti all’interno del centro sportivo una ventina di minuti, oltre al test i calciatori sono stati pesati, e dopo un test per misurare l’indice di massa corporea ed un cardiogramma sono stati rispediti a casa. Il secondo turno ha visto arrivare Frenkie de Jong, seguito da Nelson Semedo e Arthur Melo. Niente test, almeno per ora, per Luis Suarez e Ousmane Dembélé, entrambi alle prese con i rispettivi infortuni. Ma se l’uruguaiano è in fase di ripresa, il francese è stato escluso dall’elenco dei tesserati iscritti per disputare il resto della stagione a causa della lesione muscolare contratta a febbraio che lo terrà lontano dai campi ancora a lungo.

Tamponi anche per il Real Madrid

In casa Real il primo ad arrivare, poco dopo le 8.30, è stato Karim Benzema. Dopo di lui, con un intervallo di 10? sono arrivati Hazard, Modric, Nacho, Marcelo, Mendy e Bale. Molti di loro sono arrivati senza mascherina e guanti. In giornata test anche per Zinedine Zidane e il suo staff tecnico, ma non solo, perché verranno visitati anche i dipendenti ritenuti “essenziali” per la “desescalada”. Giovedì sarà il turno degli infortunati Pedro e Rodrigo Rodrigues. Se i test daranno esito negativo, tutti i giocatori verranno “confinati” all’interno del centro sportivo dove vivranno per le prossime settimane.

Previsti 30 positivi su 2000 tamponi

L’attenzione di tutti è chiaramente rivolta sui giocatori di Barcellona e Real Madrid, le due squadre che si stanno giocando la Liga, ma in realtà tutti i calciatori dei 42 club di Liga e Segunda Division si stanno sottoponendo ai test. Secondo il sito del quotidiano “AS”, una stima della Liga prevede che, sui 2000 controlli che verranno realizzati, saranno circa 30 i casi di positività con una percentuale simile a quella tedesca, anche se in Germania i contagi hanno avuto numeri inferiori rispetto alla Spagna. I risultati dei test si conosceranno venerdì. Il protocollo prevede che i giocatori verranno sottoposti a quattro controlli nei prossimi 30 giorni.

Le paure dell’Eibar e le rassicurazioni di Tebas

Ma la ripresa degli allenamenti in Spagna sta generando diverse polemiche tra gli addetti ai lavori. Botta e risposta tra i giocatori dell’Eibar che con una lettera hanno pubblicamente criticato la scelta di tornare in campo nonostante l’emergenza e il numero uno de LaLiga, Javier Tebas: “Capisco la paura, ma andare in farmacia è più rischioso che allenarsi”. Secondo Tebas, infatti, il protocollo stilato per la ripartenza è praticamente perfetto: “C’è un protocollo completo per salvaguardare la salute di tutte le persone che lavorano per riprendere il campionato. Le circostanze non hanno precedenti, ma speriamo di ricominciare a giocare a giugno per poter terminare la nostra stagione questa estate”.

I dubbi dell’assocalciatori e la voglia di ripartire di Courtois

La realtà, però, è che la Liga è spaccata. Le società vorrebbero ripartire, i giocatori hanno più di qualche timore. Anche nei giorni scorsi l’associazione dei calciatori spagnoli aveva chiesto chiarimenti sulle modalità della ripartenza: “Vogliamo sapere qual è il reale rischio di contagio alla ripresa e se i test spettino al Ministero – i dubbi dell’Afe che poi ha anche avanzato alcune richieste – almeno tre giorni di pausa tra una gara e l’altra e no a partite sopra i 32°”. Chi, invece, vuole finire la stagione è il Real Madrid che, in caso di stop definitivo, vedrebbe assegnare il titolo ai rivali del Barcellona, avanti di appena due lunghezze. “Non troverei assolutamente giusto proclamare il Barcellona campione – l’attacco del portiere delle merengues, Thibaut Courtois, sui social -. Contro di noi hanno pareggiato una volta e perso l’altra, abbiamo quindi dimostrato di essere noi i migliori, anche se siamo ancora due punti dietro”.



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