L’ira del papà di Dibba: “5 Stelle? Testa piatta e c… alto”

A pochi giorni dal fatidico voto sulla piattaforma Rousseau, Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, ha sfogato la sua rabbia per il “tradimento” dei 5S con un lungo post su Facebook

A qualche giorno dal voto sulla piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle, che ha visto lo sgretolarsi dei due “capisaldi” più importanti per i grillini, Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, ha affidato ai social un lungo sfogo contro“i traditori, venduti, ca*asotto”. Di Battista senior è partito alla carica contro i 5S, affermando:“Questa non è più casa mia”, seguito da una sorta di trattato sui traditori, scandito da toni amari, da cui trapela tutta la sua delusione, per coloro che definisce in modo molto colorito, “testa piatta e culo in alto”.

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Sembra facile ma non lo è, parlare di tradimenti e di traditori. La storia dell’umanità ne è piena tanto che, probabilmente, sarebbe più facile elencare e parlare di quelli che traditori non sono, non lo furono e non lo saranno, forse”, inizia così il lunghissimo e personale post di Di Battista.“Padre Dante ne ha scritto nel 32esimo canto della sua Commedia e tra i traditori, che distingue in tre categorie, se la prende maggiormente con “lo demone”. […] Un “tradimento moderno” è stato quello di un gigante della storia, quello di chi, nel bene e nel male, ha segnato la vita di due generazioni, quello di chi, alla fine, ha pagato e pagato duramente. Iniziò mettendosi in luce invocando la guerra contro Austria e Germania, violando trattati sottoscritti in precedenza e alleandosi con i caposaldi del liberal capitalismo e andando al Potere strafegandosi dei postulati di Piazza San Sepolcro, diventando all’improvviso monarchico e papalino. Sapete di chi parlo ma non lo dite a Claps, continuerebbe a non capire ma seguiterebbe a rompermi i coglioni. Ecco, secondo me, parlando di “tradimenti” chi ne avesse voglia, potrebbe dare una opinione, un contributo, una sua analisi. Parliamo di cose serie, non parliamo dei “testa piatta e culo in alto”. Di loro non parlerà neppure la storia, tutt’al più la cronaca, quella marrone”. Mi ha scritto Catilina. Su pergamena: melius est succumbere pugnando quam evanescere vitocrimando”.

Vittorio Di Battista è stato descritto dal figlio Alessandro come “un fascista d’accordissimo con le unioni civili, anti-imperialista, molto più amante del Che che di Berlusconi o Bolsonaro”. Ma oggi sono in tanti a sentirsi traditi da un movimento che prometteva il divieto di stringere alleanze elettorali e il limite dei due mandati e anche se in silenzio, tra questi potrebbe esserci anche il figlio di Vittorio, Alessandro.


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