Lissner, il mio San Carlo sociale e digitale

NAPOLI – “La prima cosa che farò quando arriverò a Napoli? Incontrerò i lavoratori. voglio condividere con loro questo momento difficile e con loro pensare al futuro del San Carlo”. Il soprintendente Stéphane Lissner l’aveva certo immaginato diverso il suo insediamento alla guida del lirico più antico d’Europa, ritorno in Italia dopo gli anni a la Scala e poi all’Opera, atteso con molte aspettative in una città in stato di grazia turistico e sempre sul palcoscenico della cultura. Oggi lo scenario è drammaticamente cambiato e pur nell’incertezze sui tempi della ripresa post Covid, dalla sua casa di Parigi, Lissner indica il forte ruolo sociale che avrà il teatro simbolo della città, anche grazie alle opportunità della digitalizzazione e della tecnologia 5G. Continuando a coltivare il sogno di una memorabile riapertura: ”Un concerto a Piazza del Plebiscito con Riccardo Muti, chi se non lui? Una festa per la città, quando naturalmente ci saranno le condizioni per il pubblico. Il maestro sarebbe d’accordo ma le variabili ancora molte”.

Sociale e digitale, sono le due anime oggi del San Carlo di Lissner. ”Intanto l’ idea di una piattaforma per la cultura tipo Netflix lanciata dal ministro Franceschini mi piace molto, è giusta – dice all’ANSA – Potrebbe essere una grande operazione mondiale, la lirica poi è nell’identità italiana. Tutto oggi è in streaming gratuito e credo che molte persone stiano scoprendo l’opera. Quando ripartiremo e anche dopo ci sarà chi avrà voglia di pagare un biglietto sulla piattaforma. Magari perchè non potrà spostarsi per venire a teatro. Al centro, ripeto, deve esserci l’identità dell’Italia, un paese diverso dagli altri per la storia della lirica, anche da Francia e Germania. Certo – nota Lissner – le registrazioni degli spettacoli dovranno essere di alta qualità, noi con il nostro progetto di piattaforma avremo le camere all’interno del teatro, potremo fare di tutto”. Ed è qui che il digitale si incontra con il sociale.

”Stiamo lavorando con il professor Luigi Nicolais, l’Università Federico II, la Tim per il 5g. Potremo offrire spettacoli gratuiti alle piazze, con grandi schermi per arrivare con la musica e la bellezza anche i quartieri più disagiati della periferia come Scampia , o del centro di Napoli come Forcella, e in tutta la Campania. Siano un teatro pubblico e in questo periodo rafforzeremo l’attività sociale che il San Carlo comunque ha sempre curato”. La crisi che sembra essere particolarmente grave proprio per lo spettacolo dal vivo può quindi creare delle opportunità? ”Si impara sempre tanto dalle tragedie, basti pensare alla tragedia greca. Non dico che domani il mondo sarà migliore ma queste idee potranno essere utili anche per il dopo”. E il dopo sarà anche la prima Accademia del San Carlo, che Lissner farà partire all’inizio del 2021: ”Più piccola rispetto alla grande Accademia a La Scala, comunque diversa. Sarà dedicata al 700 e al belcanto, sezione che dirigerà Mariella Devia. Un segnale importante verso i giovani. E comunque in Italia siano fortunati, abbiamo una nuova generazione straordinaria e poi tutti i grandi cantanti internazionali vogliono venire a Napoli”. Possibile ipotizzare una ripresa nel 2020, magari a partire dal mese di settembre? ”Attendiamo le indicazioni del Governo, dobbiamo farci trovare pronti. Sto lavorando su ipotesi diverse di concerti con piccola orchestre, cori. Ma in primis pensiamo alla sicurezza dei lavoratori, degli artisti, del pubblico. abbiamo questa responsabilità. Ma sono fiducioso, siamo lucidi e prudenti pur se impazienti di ripartire”.

Sicuro è che il primo spettacolo in sala sarà dedicato ai lavoratori della sanità. Intanto ogni sabato sulla web tv ufficiale del teatro Lissner incontra un pezzo del suo mondo, domani sarà con Daniel Barenboim ” Vi invito tutti a vederci, ci siamo molto divertiti a rivederci sullo schermo di un computer! Ci teneva ad essere al San Carlo nella mia prima stagione, lo avremo nel 2021”.


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