‘Lost in the Desert’, un brano a sostegno dei lavoratori dello spettacolo

Tutti ormai sanno che tra i settori più colpiti dall’emergenza coronavirus c’è quello dello spettacolo. A parte i superbig che sono poche decine, il resto degli artisti da tempo riuscivano a vivere solamente grazie ai concerti dal vivo dal momento che le vendite dei supporti (nonostante un piccolo ritorno del vinile tra gli appassionati) sono bassissime, mentre le percentuali per lo streaming non sono sufficienti a garantire un’entrata adeguata. Ma, se le condizioni oggi sono difficili per tutti gli artisti di calibro medio-piccolo, è in atto una vera emergenza per gli invisibili dello spettacolo ovvero i tecnici, dai fonici a chi si occupa delle luci, da quelli che montano il palco a chi accorda gli strumenti e sta attento che tutto fili per il verso giusto durante l’esibizione. Nei giorni scorsi abbiamo citato già l’iniziativa di Colapesce (Lorenzo Urciullo) che ha realizzato Off the Beach, un ep di cover di Neil Young per i suoi tecnici e adesso ecco questa nuova, importante iniziativa che, speriamo, non sia l’unica.

Nata da un’idea di Rodrigo D’Erasmo (violinista degli Afterhours e coordinatore musicale di vari progetti) Lost in the Desert ha preso forma grazie a un gruppo di amici tra cui un’ospite straniera di grande qualità e prestigio, Joan As Police Woman. Come spiega Daniele Silvestri: “Avete presente quando, alla fine di uno spettacolo, di un concerto, di un’esibizione di qualsiasi genere, il protagonista principale chiede ‘un applauso ai tecnici’, magari aggiungendo qualcosa tipo ‘senza di loro, nulla di questo sarebbe possibile’. Avete presente? Ecco. È vero. È sempre vero. Anche quando sembra vagamente retorico, o ipocrita, in realtà è proprio vero e basta. Quello che però forse non sapete è che quella categoria – quella dei tecnici intendo – è una delle meno protette in assoluto, anche all’interno del già debolissimo mondo dei lavoratori ‘intermittentì dello spettacolo”.

E ancora: “Per noi non sono una categoria qualsiasi. Non sono numeri. Sono volti e nomi di fratelli, che da sempre dedicano – e vi dedicano – tante ore: energie-sudore-studio per permettere a qualcun altro di raccontare storie, suonare, ballare, disegnare mondi, regalare gioie e stupori, sogni e magie, bugie e verità. Ecco molti, moltissimi di questi fratelli, ora non hanno più niente a cui aggrapparsi. Alcuni sono semplicemente disperati. Rimasti privi di lavoro e privi di tutele, sentono di non esistere. È arrivato il momento di restituire. È il momento di dirgli che era importante quello che facevano e che prima o poi rifaranno, e che adesso non possono fare, non sono stati dimenticati, messi da parte, abbandonati. Ed è giusto che i primi a pensarci siano i più fortunati, quelli che hanno potuto godere di entrate sicure e più o meno consistenti, di qualche forma di popolarità, quelli che anche da casa riescono a combinare qualcosa, a farsi ascoltare da qualcuno. Quelli come me. E come gli amici e colleghi con cui abbiamo deciso di usare questa fortuna, questo privilegio, per dare voce a chi non ce l’ha, a chi praticamente non esiste. Condividere è come vivere, di più”.

Abbiamo raccolto le testimonianze di buona parte di questi artisti per meglio spiegare le motivazioni per cui ognuno di loro si è sentito coinvolto e ha deciso di partecipare a questa iniziativa. Ma non solo: ci siamo fatti raccontare come stanno vivendo in prima persona questo periodo, le loro paure e le loro speranze. Il momento è difficile. Ne usciremo solo con la solidarietà e con iniziative concrete per chi soffre di più.

I TESTI DELLA CANZONE “LOST IN THE DESERT”
(Joan As Police Woman)
You didn’t think you had to worry ‘bout it
but you worry ‘bout it anyway
You could just make a call
Call me anytime baby
You didn’t have to worry ‘bout it
to grand jury ‘bout it
Now lemme take the worry off you today
Yeah I’ll sing it baby
Ooh our lullaby
The melody is turning me up
The melody is turning me up
Yeah you can call me craay
I call it staying alive
‘cuz today is the day that everytihng could change
Hey
I’m lost in the
in the desert
Calling your name
(Daniele Silvestri)
Tecnicamente
Restare vivo serve a poco o niente
Se sono privo di un’idea importante
Da condividere con chi si sente
Come me
E poi
Condividere
È come vivere
Di più
(Rancore)
È uno scioglilingua che non scioglierò
Quante lingue mastichi? Ma io no
ma sti cazzi tanto ti risponderò
quando sono certo
che farò ritorno non lo so che senso hanno i viaggi
Fossi nel deserto
che ci vado a fare se non credo un po’ ai miraggi
quante volte mi sento Ok
quante no?
Viceversa oggi sto Ko
Questa musica è sferica
vola nell’aria
tra l’emozione e la pratica
Le opinioni la rendono scenica
Come la matematica
Ed un cielo che nevica
leviga
la tua roccia lavica
scarica
la tua forza di gravità
con il corpo fermo/ basterà un quaderno
che la testa naviga
naviga
Questa vita è come una radio
e che musica capita
non so
io registro dentro un armadio
nuovi scheletri, nuovo habitat
metterò radici anche dove il vento le sradica
poi ti chiamerò
se il deserto è una terra arida
tu sei tutto quello che ho
 

'Lost in the Desert', un brano a sostegno dei lavoratori dello spettacolo

Il brano sarà disponibile da martedì 12 maggio su tutte le piattaforme digitali. Tutti i proventi del brano saranno devoluti all’iniziativa Covid 19 Sosteniamo la Musica di Spotify che sostiene il fondo di Music Innovation Hub – in partnership con Fimi, Afi e Pmi e con la collaborazione di Milano Music Week – per aiutare musicisti e professionisti del settore musicale in questo momento di crisi globale.



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