M5s, Casaleggio contro Grillo: “Sul leader decidano gli iscritti”

A Fanpage.it Davide Casaleggio ha parlato del congresso chiesto da Di Battista e della leadership del M5s spiegando che tocca agli iscritti scegliere

Aria di tempesta in casa M5s. Dopo il durissimo scontra verbale tra Di Battista e Grillo, questa volta a gettare benzina sul fuoco è Davide Casaleggio. In una intervista Fanpage.it, il presidente di Rousseau ha parlato di leadership del Movimento e del congresso chiesto da Dibba.

“Alessandro ha sempre dato tanto al Movimento 5 Stelle, vedrà in che modo vorrà dare supporto al Movimento 5 Stelle in futuro”, ha affermato Casaleggio che ha anche assicurato di non voler entrare “nel merito di singole candidature o singole persone. Siano gli iscritti a scegliere qualunque cosa importante per il Movimento”. Parole che rischiano di riaccendere la tensione, ora solo sopita, tra i pentastellati duri e puri e l’ala governista, di cui fa parte Beppe Grillo.

Nei giorni scorsi Casaleggio era già finito al centro del dibattito politico in quanto aveva presentato il suo piano di rilancio per l’Italia. Il documento in 10 punti, è stato diffuso praticamente in contemporanea alla presentazione del progetto di Colao agli Stati generali dell’economia.

A Fanpage.it, il presidente e fondatore dell’Associazione Rousseau ha fatto una riflessione su alcuni temi, diventati sempre più pressanti a causa del lockdown: tra questi,ad esempio, vi sono lo smart working e il sistema sanitario.

“Il 2020 è l’anno in cui ci saranno più sconvolgimenti dal punto di vista dell’economia da forse 100 anni a questa parte, sia sull’impatto e sui modelli di business delle società, molti dei quali dovranno evolvere per stare in piedi, sia sul fenomeno della disoccupazione, già lo vediamo dai primi dati dagli Stati Uniti, dove non hanno ammortizzatori sociali, e di colpo abbiamo visto i disoccupati superare i 36 milioni solo qualche settimana fa”, è la sorta di introduzione fatta da Casaleggio. Quest’ultimo ha rimarcato che gli effetti economici provocati dall’emergenza sanitaria hanno prodotto “un impatto importante che dovrà essere gestito e previsto per poter essere affrontato, per questo è necessario oggi creare una discussione pubblica su come affrontare questa crisi e probabilmente sarà necessario il 15% del Pil per gestire gli effetti negativi di questa crisi e poter investire per il rilancio”.

Secondo il presidente e fondatore dell’Associazione Rousseau “questo tipo di investimenti ha ovviamente bisogno di un dibattito più allargato possibile perché sostanzialmente sono 10 finanziarie in un solo anno”. Il piano avrà un valore di circa 300 miliardi ma non si è ancora ragionato su come reperire le risorse. “Ci si è focalizzati sugli obiettivi”, ha sottolineato Casaleggio che poi ha spiegato i punti cardine del piano.

A proposito dello smart working, il figlio di Gianroberto ha sottolineato che “oggi le persone hanno scoperto che si può lavorare da casa. Almeno 8 milioni di persone in Italia lo hanno sperimentato. Ora questa è una rivelazione, soprattutto culturale non tanto tecnica, perché già il 5% degli italiani aveva già provato a gennaio a lavorare da casa in alcune giornate della settimana. Una grande differenza rispetto agli Stati Uniti, dove già il 50% dei lavoratori aveva già sperimentato a gennaio lo smart working. Questo però è un trend che di colpo ha subito un’accelerazione, perché anche le stesse aziende hanno scoperto che oggi è possibile, quindi si stanno trasformando. È un trend internazionale, vediamo già Twitter che ha già dichiarato che tutti i suoi dipendenti lavoreranno in remoto per sempre”. Ma non è tutto. Casaleggio ha aggiunto che in questo difficile periodo “ci siamo resi conto dell’importanza della sanità, come presidio che possa far fronte alle emergenze, non solo gestire l’ordinario. Non è un caso che se la Germania aveva il doppio dei posti letto in emergenza rispetto a noi, ha avuto anche un impatto più attenuato rispetto a quello che abbiamo avuto in Italia”.

A proposito del piano elaborato da Conte a Villa Pamphilj, il fondatore dell’Associazione Rousseau ha detto che ogni momento di dibattito pubblico nel quale si affrontano gli scenari e si cercano idee e soluzioni è utile. “L’importante- ha aggiunto- è che poi si riesca a fare sintesi su quali sono gli obiettivi di medio-lungo termine che si vogliono raggiungere”. Casaleggio non fa mistero di puntare tutto sulla “digitalizzazione“: “Oggi con una sola riforma che, per esempio, quella dell’identità digitale per tutti, che significa avere una carta d’identità elettronica per tutti, avrebbe un impatto del 3% sul PIL. Questo tipo di impatto è un impatto molto importante con un costo relativamente contenuto. Secondo me questo tipo di azioni, assieme alla banda ultralarga e agli altri fattori determinanti per la digitalizzazione del Paese devono essere messi al primo posto per permettere alle aziende italiane, il prossimo anno, di essere competitive sul mercato”.

Allo stesso tempo, il presidente dell’Associazione Rousseau ha rivendicato l’assoluta assenza di interdipendenza tra la Casaleggio Associati e il M5s ed ha spiegato che la prima “è una società privata che si occupa di strategie di rete e il Movimento 5 Stelle è una formazione politica che viene assistita dall’Associazione Rousseau, che è un’associazione senza scopo di lucro che si fa carico dell’evoluzione della piattaforma, che permette l’organizzazione e le decisioni anche degli iscritti del M5s”.

Infine, ecco i punti che faranno salire la tensione in casa 5s. Casaleggio ha preferito non esprimersi sulla possibilità che possa essere lui la figura indicata a ricoprire il ruolo di capo politico ed ha riservato una battuta su Di Battista che, nei giorni scorsi, ha chiesto un congresso.“Alessandro ha sempre dato tanto il M5s, vedrà in che modo vorrà dare supporto al Movimento 5 Stelle in futuro. Non entro nel merito di singole candidatura o singole persone. Siano gli iscritti a scegliere qualunque cosa importante per il MoVimento 5 Stelle per la direzione del Movimento 5 Stelle”.

Le parole di Casaleggio hanno scatenato tensioni tra i pentastellati. Barbara Lezzi, vicina a Di Battista, ha chiesto un cambio di rotta: “Sono pienamente d’accordo con Davide. È doveroso lasciar decidere i nostri iscritti”. Max Bugani, ex socio di Rousseau, ha rilanciato: “Davide e Alessandro sono preziosi per il M5s perché non smettono mai di studiare e aggiornarsi”. Altre fonti M5s, invece, criticano l’intervento di Casaleggio: “Così condanna Di Battista all’isolamento, Rousseau è odiatissimo nel Movimento”.


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