“Ma qui i tamponi si prenotano on line”

L’assessore regionale: “L’esame negli aeroporti è solo una delle possibilità”

«Intanto va chiarito che il tampone in aeroporto è una possibilità in più, non l’unica. La cosa più semplice ed efficace è prenotare il test sul sito dell’Ats per poi farlo nel posto più vicino a casa. Nel frattempo si può continuare a vivere e lavorare tranquillamente, con la mascherina e le dovute precauzioni».

L’assessore regionale Giulio Gallera rassicura sui tamponi negli aeroporti, e conferma che la Lombardia oggi è sicura almeno quanto le altre Regioni. Lo fa da un ospedale ligure, dove è stato ricoverato dopo un brutto infortunio sportivo nella sua breve vacanza.

Allora, assessore, come sta?

«Ho tre grosse ferite alla testa, ma sono stato in osservazione e non è stato riscontrato alcun problema neurologico. Domani (oggi, ndr) esco e torno in ufficio, ma anche in questi giorni ho continuato a lavorare, anche sui rientri».

Gli aeroporti sono in ritardo?

«Il messaggio, prima di tutto, è che la cosa più efficace è prenotare il tampone, facendolo nel posto più vicino a casa. Sugli aeroporti: il 12 è uscita l’ordinanza ministeriale, stiamo parlando di 5-10mila persone che rientrano ogni giorno, è chiaro che serve un’organizzazione, i primi due giorni sono stati di assestamento di questa macchina, il numero verde è stato preso d’assalto e le Ats hanno dovuto mettere in campo una modalità di prenotazione on line».

Già pronto?

«Oggi sui siti delle Ats si può prenotare compilando un form e le Ats richiamano dando appuntamento. Nel frattempo i cittadini non devono stare chiusi in casa. Il concetto è che questo tampone è un obbligo per tutti, ma parliamo di persone che non hanno sintomi. Per chi li ha è un altro discorso».

Quindi il tampone in aeroporto non è l’unica modalità per chi rientra dall’estero?

«Quello del tampone in aeroporto è un servizio in più. Anche a Fiumicino ne hanno fatti 800 su 3mila arrivati e ci sono state attese di 3-4 ore, con inevitabile lamentele. La preparazione è curata dalle società di trasporto e aeroportuali, ma chi gestisce la sanità di frontiera è l’Usmaf, un ente governativo. A Milano Sea ha individuato lunedì gli spazi. A Malpensa sono state individuate 3-4 aree, ora vediamo di trovare una soluzione a Linate. Ma dev’essere uno strumento alternativo, magari per i visitatori stranieri, che non hanno casa qui».

E i tamponi rapidi?

«Quelli da 20 minuti li abbiamo testati e non sono affidabili. Quelli che abbiamo sono ordinari. Il governo ha fatto avere a Fiumicino 30mila test più rapidi. Se li ha, quindi, li aspettiamo».

La situazione negli ospedali? A luglio ha spiegato che da settimane non c’erano casi gravi e che i positivi erano perlopiù pazienti con altri problemi.

«La situazione è più o meno la stessa. Abbiamo un numero ridotto di persone ricoverate. Molte di queste sono persone che entrano per ricoveri programmati o perché vanno al Pronto soccorso e si scoprono positive. Persone che arrivano con sintomatologia non ci sono più o sono rarissime. Il fenomeno cui assistiamo sono i positivi di ritorno, in genere con pochi sintomi e non da ricoverare».

Situazione sotto controllo.

«Ora si riscontra questa carica virale bassa, ma non sappiamo se questo sarà il manifestarsi definitivo del virus o se possa riesplodere con gravità. Non possiamo sottovalutarne la diffusione, stiamo lavorando molto e qui il numero dei contagi è in linea o inferiore ad altre regioni. È il risultato di un grosso lavoro e di un grosso sforzo».

Che prosegue come?

«Il 24 iniziano i test sierologici sugli insegnanti, sono arrivati 200mila kit. Ci stiamo organizzando per farli nel sistema regionale e noi contiamo di tenerli aperti fino al 14 settembre. Momenti di tranquillità non ci sono stati ma dobbiamo fare di tutto perché a settembre-ottobre la situazione non sia critica».

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