Malagò: “La serie A trovi un piano B”. 7 club chiedono garanzie per giocare

ROMA –  Il calcio è nel caos: otto club di A chiedono garanzie per tornare in campo e il governo dovrebbe dire che il 4 maggio è troppo presto allenarsi, almeno per quanto gli sport di squadra (sì alla Pellegrini e Tortu, quindi, ma no al calcio sino ai primi di giugno). Il ministro Spadafora a Rai 2 stasera ha gelato la serie A: “Non do per certo né la ripresa del campionato né degli allenamenti”. In caso di stop alla stagione, la palla passerà al consiglio federale. E le tv non pagheranno l’ultimo bimestre, 160 milioni. “Il calcio ha il diritto e il dovere di fare quello che ritiene più giusto”, spiega Giovanni Malagò, n.1 dello sport. “Ma quando dico calcio ho l’impressione si tratti della serie A: deve cercare di fare quello che ritiene giusto per completare la stagione. Ma bisogna trovare un’alternativa se questo non può avvenire, e lo dico senza polemiche” ha spiegato ancora Malagò, in una intervista ad Alanews. Il capo dello sport italiano da tempo è in forte contrasto col mondo del calcio che non ha studiato un piano B se non si dovesse più giocare.

I segnali più preoccupanti arrivano dal governo, dal ministro Speranza e dal suo viceministro Sileri che spiega: “Come medico dico che comunque c’è un rischio”. Mercoledì summit di tutto il mondo del calcio con Spadafora. Non è detto che il governo dia il via libera agli allenamenti già il 4 maggio. Ci sono insomma un’infinità di problemi e dubbi che portano al riavvio di questa stagione, anche se Figc e Lega di A, su questo compatte, cercheranno di fare di tutto per ripartire e concludere il campionato (ma non a settembre, ha detto Ceferin): la situazione degli arbitri e soprattutto degli assistenti ad esempio non è stata ancora affrontata a fondo. Ma senza di loro, e senza il pallone, non si può giocare… E poi, cosa succederebbe se saltasse fuori un positivo? Si ferma il campionato o solo quel club? I presidenti e gli amministratori delegati sono i datori di lavoro, hanno la responsabilità, anche penale, dei loro lavoratori subordinati, dai calciatori ai cuochi. Tutti aspetti che vanno studiati, e risolti per tempo. Visto che saranno messe in ritiro circa 1500 persone. I tamponi per loro si troveranno? C’è già chi avanza il problema etico, visto che tante categorie, medici inclusi, si sognano i privilegi dei calciatori. Lo stesso Malagò sembra perplesso, “ma non so come sarà la situazione dei tamponi fra due settimane, certo quando si rimetterà in moto la macchina ci dovrà essere una disponibilità che al momento non c’è” dice con una smorfia evidente. Il presidente del Coni è inoltre contrario ad assegnare lo scudetto, se il campionato non si concludesse. “Ma questo vale per tutti gli sport, sia chiaro, non solo per il calcio” precisa per evitare altre polemiche.

Da 7 club di A, tre quesiti alla Federcalcio
“Con l’eventuale ripresa del campionato e successiva interruzione per conseguenze derivanti da contagio Covid 19, quali effetti giuridici potrebbero subire i singoli calciatori o interi club (per gli effetti dell’ottemperanza a provvedimenti mitigatori al contagio – autoisolamento o quarantena)? In particolare potrebbero sopravvivere la legittimità delle pretese dei club di invocare la forza maggiore a far data dal DCPM 9 marzo 2020 con riguardo a rapporti contrattuali di durata preesistenti alla data? L’assunzione del rischio di un fatto non più imprevedibile potrebbe ricadere sul club che si è assunto il rischio di prosecuzione della competizione pur in presenza di un rischio incalcolabile”. Questo è uno dei tre quesiti per la Figc che 7 club (Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina) contrari alla ripresa del campionato di Serie A hanno sollevato alla vigilia dell’assemblea della Lega Serie A. Gli altri due quesiti vertono invece sui contratti in scadenza il 30 giugno e sui prestiti con diritto o obbligo di riscatto. La Lega sta preparando un documento tecnico. I medici sportivi sono preoccupatissimi in quanto responsabili, Tavana si è dimesso dalla commissione Figc che perde di consistenza e di valenza.

Consiglio di Lega: colloquio con le tv
Oggi intanto lungo cda della Lega di A: sono intervenuti anche i vertici delle tv, non si sa se sarà congelata l’ultima rata, il bimestre di questa stagione, ma è possibile una dilazione di pagamento. Domani assemblea di A anche sui diritti tv: ci sarà uno sconto per le emittenti nel prossimo anno? Si era parlato di circa un 10 per cento, 140 milioni? La Lega al momento non ne vuole sapere, il contratto (che fu preparato da Luigi De Siervo quando era in Infront Italia, advisor della Lega) è blindato, prevede che le tv debbano pagare comunque. Ma si tenterà di trovare un accordo in vista del futuro. Intanto nel caso che questa stagione non riprendesse Massimo Cellino, n.1 del Brescia, ha chiesto di fare annullare il sistema meritocratico e di fare dividere i soldi delle tv (108 milioni) in parti uguali ma è il suo tentativo è fallito: già c’era stato uno scontro con Lotito e la Lega ha risposto a Cellino che non è possibile riunciare ai meriti. E molti presidenti sono su questa posizione. Inoltre, se non si giocasse più, c’è chi sostiene che non ci debbano essere retrocessioni e che per quanto riguarda le Coppe europee si debba tenere conto del ranking Uefa oppure della classifica della scorsa stagione e non di questa, ferma alla 26a giornata. Tutti temi che creerebbero grossi contrasti. Alla fine deciderebbe il consiglio federale.

Questa terribile emergenza, potrebbe portare, si spera, almeno ad un ridimensionato dei campionati professionistici: la serie A potrebbe passare a 18 (o 16), sarebbero più che favorevoli soprattutto i club impegnati anche in Europa. La B ha avuto anni agitati ma ora deve trovare un suo assetto stabile, mentre la C al momento vuole addirittura crescere, dai 60 club attuali ai 69 della prossima stagione (ma quanti non si iscriveranno?). La serie D, un mondo di volontariato, di passione, è una grande incognita: migliaia di società saranno costrette a gettare la spugna.



Fonte originale: Leggi ora la fonte