Malumori per Casaleggio jr, scissione in vista nel M5S

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Venti di scissione dentro il M5S e grandi malumori nei confronti di Davide Casaleggio, il cui ruolo viene sempre più messo in discussione dai parlamentari grillini

Scissione in vista nel M5S, dopo i 4 voti contrari e le tante assenze durante la votazione di ieri sul dl Semplificazioni. “Per il momento non ho intenzione di lasciare il Movimento. Vedrò come si comporteranno nelle prossime settimane”, dice all’Adnkronos Fabio Berardini, uno dei grillini che ha espresso parere contrario al provvedimento.

Il pentastellato, sul suo futuro, dice: “Penso che molti siano stufi di navigare a vista. Sicuramente se il Movimento non tornerà sulla retta via, per la difesa dei valori originari, credo che molti lo abbandoneranno”. E mentre il Movimento è nel vivo della campagna elettorale per la vittoria del sì al referendum consultivo sul taglio dei parlamentari, si fa sempre più pressante il tema sul ruolo di Davide Casaleggio e della Associazione Rousseau. I parlamentari, come scrive Il Tempo, temono che Casaleggio voglia “consegnare”, con un voto online, la guida del M5S ad Alessandro Di Battista, che per il momento tace. In questi giorni, a chiedere una “leadership forte” è stato anche Luigi Di Maio che, però, non vuole più “un leader unico al comando”.

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Anche i parlamentari che si riconoscono nella corrente “Parole Guerriere” hanno sottoscritto un documento rivolto al reggente Vito Crimi in cui chiedono di “accogliere tutte le mozioni sull’organizzazione interna e sull’identità politica del M5S”, “convocare in modo trasparente i corrispondenti promotori” e di “disegnare il perimetro politico comune per la futura convocazione degli Stati Generali”. Sono, inoltre, molti i parlamentari che vorrebbero che la piattaforma Rousseau passasse sotto il controllo diretto del Movimento lasciando a Casaleggio il ruolo di “prestatore di servizi”. E, intanto, rivela l’AdnKronos, la chat dei parlamentari si è surriscaldata proprio per l’improvvisata che Casaleggio ha fatto alla Camera dei Deputati, irritando anche il direttivo del gruppo parlamentare. Non è neanche iscritto, non è un attivista e vuole imporci la linea”, si sfoga un parlamentare.

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Se da un lato i big del M5S si sarebbero accordati per creare un organismo composto da una decina di esponenti che abbia un capo politico legittimato dal voto degli attivisti, proprio Casaleggio sarebbe contrario a tale votazione. Il figlio del co-fondatore Gianroberto avrebbe, inoltre, ribadito la sua contrarietà ad alleanze predeterminate. La sensazione è che si possa arrivare presto ad una vera e propria scissione dopo le Regionali. Secondo quanto rivela Dagospia, invece, Casaleggio sarebbe venuto a Roma per dar vita a “un triumvirato a Cinque Stelle” con l’intento di togliere potere a Rocco Casalino e per arginare, insieme a Luigi Di Maio, l’ascesa di Giuseppe Conte all’interno del Movimento.


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